Canarie nella "No List" di Fodor's: la risposta è un fondo di rigenerazione turistica

Scritto il 26/07/2026
da Redazione

Le Isole Canarie sono entrate nella "No List 2026" di Fodor's Travel, la storica guida di viaggio statunitense che ogni anno segnala otto destinazioni nel mondo da "riconsiderare" per l'anno a venire. Non si tratta, precisano gli stessi curatori, di un invito al boicottaggio, ma di un appello alla moderazione e a un turismo più responsabile, in un arcipelago che nel 2025 ha accolto circa 18,4 milioni di visitatori a fronte di una popolazione residente di poco più di 2,2 milioni di persone.

La segnalazione arriva a pochi mesi dalle manifestazioni che il 17 maggio 2026 hanno portato migliaia di persone in strada a Tenerife, Gran Canaria e Lanzarote sotto lo slogan "Canarias tiene un límite" ("Le Canarie hanno un limite"). I cortei hanno denunciato l'aumento dei prezzi delle case, la pressione sulle infrastrutture e il consumo di risorse idriche in un territorio dal clima arido. Il turismo, ricordano gli analisti citati da Fodor's, genera oltre un terzo del PIL regionale e dà lavoro a circa il 40% della popolazione attiva: una dipendenza che rende il dibattito particolarmente delicato per residenti, imprese e amministrazioni.

La risposta istituzionale più recente è il Fondo per la Rigenerazione Turistica e il Restauro della Natura, noto come RegNext, lanciato dal Governo delle Canarie all'inizio di luglio 2026 con l'appoggio dell'Ufficio del Turismo Spagnolo nel Regno Unito. A differenza di un'ecotassa obbligatoria — ipotesi discussa per mesi e infine accantonata — RegNext propone un meccanismo di contribuzione volontaria da parte dei turisti, per finanziare progetti ambientali e comunitari senza aggiungere un costo obbligatorio alla vacanza. Il fondo sarà attivo nelle isole con maggiore pressione turistica — Tenerife, Gran Canaria, Lanzarote, Fuerteventura, La Palma, La Gomera ed El Hierro — e nella fase iniziale selezionerà cinque progetti pilota, uno per ciascuna delle isole a maggiore afflusso, più un progetto sociale esteso a tutto l'arcipelago. I criteri di valutazione includono la riduzione delle emissioni, il ripristino degli habitat, il recupero di specie, il miglioramento del paesaggio e la creazione di lavoro verde. Tra i partner dell'iniziativa figurano grandi operatori come easyJet holidays, Jet2.com, Jet2holidays e Tui.

Per i residenti, il nodo resta lo stesso da anni: come conciliare un modello economico fortemente dipendente dal turismo con la qualità della vita quotidiana, dal costo degli affitti alla disponibilità di acqua. Per i visitatori, il messaggio delle autorità canarie è che l'arcipelago non chiude le porte, ma chiede un contributo — anche solo simbolico — a chi lo visita. Nei prossimi mesi si capirà se RegNext riuscirà a tradursi in progetti concreti e misurabili, o se resterà un gesto di immagine in un dibattito che, tra proteste di piazza e liste internazionali poco lusinghiere, non accenna a placarsi.