Nomadi digitali, la Spagna nella top 10 d'Europa: perché le Canarie restano il rifugio preferito

Scritto il 14/08/2026
da Redazione

Chi arriva a Las Palmas con un portatile sottobraccio, di solito, non lo fa per caso. Lo racconta bene la nuova classifica pubblicata da Euronews il 10 agosto 2026, che colloca la Spagna tra i primi dieci paesi europei più adatti al lavoro da remoto, dietro Estonia (prima in classifica), Portogallo e Lettonia. Lo studio, condotto dalla piattaforma LEI Register su 40 paesi e 19 indicatori diversi (affitti, costo della spesa, velocità della connessione, spazi di coworking, sicurezza, requisiti dei visti, conoscenza dell'inglese, sanità ed eventi locali), premia il Montenegro per il visto più economico e più lungo del continente, 26 euro per 730 giorni, e la Croazia per il secondo periodo più esteso, 540 giorni.

La Spagna non compare tra i primi cinque, ma dentro il dato nazionale le Canarie pesano più di quanto un ranking generico riesca a mostrare. Nel 2021, secondo i dati di Nomad List, il portale di riferimento del settore, l'arcipelago ha registrato una media di 3.852 nomadi digitali al mese, per un totale di 46.224 presenze nell'anno. Il governo regionale, nel 2022, stimava che questo segmento generasse circa 167 milioni di euro di ricavi. Sono numeri di qualche anno fa, ma indicano una traiettoria che il turismo canario continua a seguire: nel 2025 l'arcipelago ha accolto 18.386.274 turisti, il 3,48% in più rispetto all'anno precedente, con una spesa complessiva di 23.185 milioni di euro (+3,91%), secondo l'Istituto Canario di Statistica (ISTAC). Nel primo trimestre del 2026 la spesa turistica ha già raggiunto 6.838 milioni di euro, il 2,99% in più sullo stesso periodo del 2025.

Cosa spiega l'attrattiva delle isole per chi lavora da remoto? Il clima stabile tutto l'anno aiuta, certo, ma non basta da solo. Las Palmas de Gran Canaria offre una rete di spazi di coworking concentrata attorno alla capitale e alla sua spiaggia urbana, mentre a Tenerife il modello si sposta più verso il coliving, con strutture che integrano alloggio e postazioni di lavoro in un unico pacchetto. La combinazione di fuso orario europeo, voli diretti verso il continente e costo della vita ancora competitivo rispetto ad altre capitali del lavoro remoto resta, secondo chi si occupa di questo settore sulle isole, il vantaggio competitivo più concreto.

Non tutti guardano al fenomeno con lo stesso entusiasmo. Il dibattito sulla pressione turistica e sulla crisi abitativa che attraversa l'arcipelago negli ultimi anni rende il tema dei nomadi digitali meno neutro di quanto sembri: attirare visitatori che restano mesi, e non settimane, significa anche competere per lo stesso mercato degli affitti a lungo termine di cui hanno bisogno i residenti. È una tensione che la classifica Euronews non racconta, ma che chiunque viva a Las Palmas o a Santa Cruz conosce bene, e che continuerà probabilmente a definire il modo in cui le Canarie scelgono di posizionarsi in questo segmento nei prossimi mesi.