Duecento opere per tornare a Itaca: la retrospettiva di Sandra Ramos al CAAM

Scritto il 17/08/2026
da Redazione

Entrare nella sala principale del CAAM, il Centro Atlántico de Arte Moderno di Las Palmas de Gran Canaria, in questi mesi significa attraversare trent'anni di lavoro di un'unica artista, condensati in quasi duecento opere. Si intitola "Soñando otra Ítaca" ed è la prima grande retrospettiva dedicata in Spagna a Sandra Ramos, artista cubano-americana nata all'Avana nel 1969, una delle voci più riconosciute dell'arte contemporanea cubana e latinoamericana.

La mostra, curata da Wendy Navarro, riunisce più di sessanta opere principali fino a un totale di 199 pezzi tra dipinti, disegni, incisioni, installazioni, libri d'artista, animazioni e materiali documentari. È un percorso che attraversa tre decadi di produzione artistica, dai primi lavori degli anni Novanta fino alle opere più recenti, ed è stata inaugurata l'8 luglio 2026, giorno in cui il CAAM ha riaperto la sua sede principale dopo un periodo di lavori, presentando in contemporanea anche una mostra dedicata al pittore canario Juan José Gil.

Il titolo non è casuale. Itaca, nell'Odissea di Omero, è il luogo a cui si torna sempre e mai del tutto, il simbolo di un viaggio più importante della destinazione stessa. Sandra Ramos usa questo riferimento letterario per parlare di identità, memoria, spostamento, migrazione ed esilio, temi che attraversano tutta la sua opera fin dagli anni successivi al cosiddetto Periodo Especial cubano, quando l'artista iniziò a raccontare, attraverso immagini spesso oniriche e a tratti inquietanti, il rapporto complesso tra la sua isola d'origine e il resto del mondo.

Non è un caso che il CAAM abbia scelto Las Palmas per ospitare questa retrospettiva. Le Canarie condividono con Cuba una storia di isole attraversate da flussi migratori in entrambe le direzioni, un tema che rende il lavoro di Ramos particolarmente risonante per un pubblico locale abituato a pensare la propria identità insulare in relazione costante con l'altrove.

La mostra resta aperta fino al 18 ottobre 2026, con ingresso gratuito, un dettaglio che non va dato per scontato quando si parla di una retrospettiva di questa portata. Per chi vive alle Canarie o le visita nei prossimi mesi, è un'occasione difficile da ripetere: raramente un museo dell'arcipelago ospita un corpus di lavoro così esteso di un'artista di questo calibro, ed è probabile che l'eco della mostra continui a farsi sentire ben oltre la chiusura, nel modo in cui il CAAM continuerà a programmare le prossime stagioni.