Novantadue virgola due per cento. È la quota di elettricità che La Palma ha prodotto nel 2025 bruciando diesel nei motori delle sue centrali insulari. La Gomera si ferma all'89,2%, Lanzarote all'88,8%. Sono numeri che il rapporto "El sistema eléctrico en las Islas Canarias 2025" di Red Eléctrica ha reso pubblici a metà agosto, e che raccontano un arcipelago dove il vento sferza le coste tutto l'anno ma finisce per contare relativamente poco nel bilancio energetico.
Nel complesso, le Canarie hanno coperto nel 2025 solo il 21% del proprio consumo finale di elettricità con fonti rinnovabili, contro una media nazionale spagnola del 55,5%. L'eolico ha contribuito per il 15%, il fotovoltaico per il 5%, e il sistema idroeolico di El Hierro, spesso citato come modello, si è fermato allo 0,3%. La potenza rinnovabile installata è cresciuta del 7,4% rispetto al 2024, ma il salto complessivo resta modesto: dal 19% del 2023 al 20,8% del 2024, fino al 21% dello scorso anno.
Il conto ambientale di questa dipendenza è misurabile: 4,9 milioni di tonnellate di CO2 nel 2025, pari al 16,6% delle emissioni del settore elettrico nazionale, a fronte di una domanda che rappresenta appena il 4% del totale spagnolo. Tenerife pesa per il 40,2% dei consumi regionali, seguita da Gran Canaria (37,6%) e Fuerteventura (9%).
La cosa che colpisce di più è che questa lentezza non dipende dalla mancanza di risorse. Dal 2021 le Canarie hanno ricevuto oltre 1.700 milioni di euro dal programma Next Generation dell'Unione Europea, ma l'esecuzione dei progetti collegati al Meccanismo di Ripresa e Resilienza è rimasta indietro. Il 31 agosto 2026 è la data fissata per completare e giustificare quei progetti: se il ritmo non accelera, l'arcipelago rischia di perdere non solo terreno sul fronte climatico, ma anche una parte dei finanziamenti europei.
Il quadro è complicato anche dalla frammentazione: sette sistemi elettrici insulari isolati, di cui solo due recentemente interconnessi (Lanzarote-Fuerteventura e Tenerife-La Gomera), rendono ogni piano di decarbonizzazione più costoso e più lento da attuare rispetto a un territorio continentale. Nella classifica delle comunità autonome spagnole per generazione elettrica verde, le Canarie si collocano in terzultima posizione, davanti solo a Paesi Baschi e Baleari.
Chi vive a La Palma o a Lanzarote lo sperimenta ogni giorno senza magari saperlo: dietro l'interruttore che si accende, quasi nove volte su dieci, c'è un motore diesel che gira. La prossima revisione di Red Eléctrica dirà se i megawatt rinnovabili annunciati negli ultimi mesi cominciano davvero a spostare l'ago della bilancia, o se il 31 agosto arriverà con i cantieri ancora fermi.

