1,794 kilowattora per metro cubo: come le Canarie sono entrate nel Guinness dei primati dell'acqua

Scritto il 25/08/2026
da Redazione

In un arcipelago dove i fiumi non esistono e le piogge sono un evento da calendario più che una certezza stagionale, ogni goccia d'acqua dolce arriva quasi sempre da un processo industriale. È in questo contesto, tutt'altro che scontato, che va letta una notizia passata quasi sotto silenzio fuori dagli ambienti tecnici: un impianto pilota canario detiene oggi il record mondiale per il minor consumo energetico nella desalinizzazione dell'acqua di mare per osmosi inversa.

Si chiama DESALRO 2.0 ed è gestito dall'Instituto Tecnológico de Canarias (ITC), società pubblica con oltre venticinque anni di attività che lavora su acqua, energie rinnovabili, biotecnologia e computazione applicate allo sviluppo sostenibile dell'arcipelago. Nel 2025 il Guinness World Records ha certificato la sua prestazione: 1,794 chilowattora per metro cubo d'acqua prodotta, il valore più basso mai registrato al mondo per un impianto di desalinizzazione marina a osmosi inversa. Numeri tecnici, certo, ma che si traducono in qualcosa di molto concreto: meno energia significa meno costi e meno emissioni per ogni litro d'acqua potabile che arriva ai rubinetti delle isole.

L'ITC ha presentato gli sviluppi più recenti di questo lavoro durante ISSD-WM 26, un appuntamento internazionale dedicato alla gestione sostenibile dell'acqua, dove i ricercatori canari hanno illustrato non solo i progressi sull'efficienza energetica ma anche l'ottimizzazione del ciclo idrico completo e la resilienza degli impianti di fronte ai cambiamenti climatici, temi che nelle Canarie non sono astrazioni da conferenza.

Basta guardare a Fuerteventura per capire perché. L'isola convive da anni con quella che collettivi cittadini e organizzazioni ambientaliste definiscono un'emergenza idrica strutturale, aggravata dalla pressione di un modello turistico che consuma acqua per piscine, campi da golf e strutture ricettive in un territorio semi-arido. Non è un caso che tra le rivendicazioni della piattaforma Canarias Tiene un Límite compaia, da anni, la richiesta di un consorzio pubblico che garantisca acqua attraverso energie rinnovabili invece di lasciare la questione al solo mercato.

Un record come quello dell'ITC non risolve da solo questa tensione tra turismo, residenti e risorse naturali, ma la tecnologia della desalinizzazione a basso consumo è uno degli strumenti concreti su cui le isole possono contare per ridurre la dipendenza da fonti fossili nel trattamento dell'acqua, un settore che nelle Canarie assorbe storicamente una quota rilevante della bolletta energetica regionale.

C'è poi un aspetto meno citato ma non secondario: risultati come questo rafforzano il posizionamento scientifico delle Canarie ben oltre il turismo e l'astrofisica, per cui l'arcipelago è già noto grazie all'Instituto de Astrofísica de Canarias. Un piccolo istituto pubblico che finisce nel libro dei record mondiali per una tecnologia legata alla sopravvivenza quotidiana delle isole racconta, meglio di molti comunicati istituzionali, cosa significhi davvero innovazione in un territorio insulare.