Cinquecento scienziati, un'isola sola: Gran Canaria ospita per la prima volta in Spagna il congresso mondiale sull'energia sostenibile

Scritto il 09/09/2026
da Redazione

Zagabria, la sede storica del congresso, quest'anno ha lasciato il posto a Gran Canaria. È la terza volta in assoluto che la conferenza internazionale Sdewes, dedicata allo sviluppo sostenibile dei sistemi energetici, idrici e ambientali, si tiene fuori dalla capitale croata, ma la prima in cui approda in Spagna. Dal 31 agosto al 3 settembre, l'Università di Las Palmas de Gran Canaria (ULPGC) ha ospitato la ventunesima edizione dell'evento, richiamando oltre 550 ricercatori da tutto il mondo, dei quali circa 500 presenti fisicamente in aula.

L'organizzazione è passata per il Gruppo di Ricerca in Sistemi Energetici Rinnovabili (Grres) dell'ULPGC, in collaborazione con l'Università di Zagabria e l'Istituto Superiore Tecnico di Lisbona. A guidare il comitato organizzatore locale è stato Pedro Jesús Cabrera Santana, docente del Dipartimento di Ingegneria Meccanica con una lunga esperienza nella pianificazione di sistemi energetici insulari, un dettaglio che non è casuale: tra i temi al centro del programma, accanto alla pianificazione di reti energetiche intelligenti, alla desalinizzazione, alla mobilità sostenibile e all'economia circolare, il congresso ha dedicato per la prima volta una sessione specifica alla resilienza dei sistemi energetici nelle isole.

Tra le relatrici e i relatori di maggior peso figuravano Sylvie Lorente, caporedattrice della rivista Energy Conversion and Management e docente alla Villanova University in Pennsylvania, Francisca Segura Manzano dell'Università di Huelva, e Henning Meschede, cattedratico in tecnologie dei sistemi energetici all'Università di Paderborn, in Germania.

Per il rettore dell'ULPGC, Lluís Serra, che ha presieduto l'inaugurazione, ospitare il Sdewes significa collocare le Canarie in una posizione centrale nella ricerca internazionale sull'energia pulita, in un momento in cui l'arcipelago prova ad accelerare la propria transizione. Il Grres, che riunisce dieci ricercatori oltre a dottorandi e personale in formazione, lavora da anni su soluzioni tecnologiche pensate proprio per territori insulari come le Canarie, dove l'isolamento delle reti elettriche e la dipendenza storica dai combustibili fossili rendono la transizione più complessa che altrove.

Non è un tema astratto per chi vive sulle isole. Le Canarie dipendono ancora in larga parte da centrali termoelettriche, e la sfida di integrare fotovoltaico ed eolico in reti elettriche piccole e isolate, insieme a quella di garantire l'approvvigionamento idrico tramite desalinizzazione a basso impatto, è già oggetto di diversi progetti europei attivi nell'arcipelago. Il fatto che un congresso di questa portata scelga proprio Gran Canaria per la sua prima tappa spagnola suggerisce che il lavoro fatto finora dall'università grancanaria in questo campo comincia a essere riconosciuto oltre i confini regionali.

Resta da vedere quanto di ciò che si è discusso nelle aule dell'ULPGC tra fine agosto e inizio settembre si tradurrà in progetti concreti sul territorio. Ma per tre giorni, almeno, l'isola è stata il centro del dibattito mondiale su come alimentare il futuro senza esaurire le risorse del presente.