Questa mattina, alle undici, il Paraninfo della Universidad de La Laguna si è riempito di toghe, autorità e famiglie per la cerimonia solenne di apertura del curso accademico 2026/27. A presiederla, il presidente delle Canarie Fernando Clavijo insieme al rettore Francisco J. García Rodríguez, davanti a circa duecento persone in rappresentanza del mondo accademico, politico, istituzionale, culturale e sociale delle isole, con l'evento trasmesso in streaming sul sito dell'ateneo.
I numeri dietro la cerimonia raccontano un ateneo in piena attività. Le lezioni sono già iniziate martedì 8 settembre per i circa ventimila studenti iscritti ai 55 titoli di laurea e doppia laurea offerti quest'anno. Il giorno prima, il 7 settembre, l'università aveva accolto 3.980 nuovi studenti di primo ingresso nell'ambito delle giornate di benvenuto Hola ULL, un flusso di matricole che rinnova ogni anno il tessuto sociale di San Cristóbal de La Laguna, città universitaria per eccellenza dell'arcipelago.
Non è un dato scontato in un contesto in cui la domanda di istruzione superiore nelle isole si intreccia sempre più con altri fenomeni discussi in questi mesi, dal costo crescente degli affitti nella stessa La Laguna, dove i prezzi delle case sono tra i più alti dell'arcipelago, alla competizione con nuovi atenei privati che stanno aprendo offerte specifiche in ambito sanitario altrove in Spagna. La ULL, fondata più di due secoli fa, resta comunque il polo accademico di riferimento delle Canarie, e la cerimonia di oggi segna simbolicamente l'avvio di un anno in cui l'ateneo dovrà continuare a competere per attrarre e trattenere studenti in un'isola dove il costo della vita pesa sempre di più sulle scelte di chi arriva da fuori.
La giornata di oggi, in questo senso, non è solo un rito accademico: è anche un indicatore di quanto l'università pesi ancora, in termini demografici ed economici, sulla vita quotidiana di una città che su di essa ha costruito gran parte della propria identità.

