La Gomera diventa per tre giorni la capitale mondiale della corsa in montagna

Scritto il 17/09/2026
da Redazione

Domani, venerdì, alle prime luci dell'alba, centinaia di corridori si allineeranno su un sentiero di La Gomera per una gara di appena 4,9 chilometri. Non lasciatevi ingannare dalla distanza: quel percorso sale di 950 metri di dislivello in linea quasi verticale, ed è solo l'antipasto di un weekend che porterà sull'isola più piccola e meno turistica dell'arcipelago l'attenzione di un intero sport globale.

Dal 18 al 20 settembre, La Gomera ospita la nona edizione dei Campionati del Mondo di Skyrunning, disputati quest'anno nell'ambito della quindicesima edizione della Gomera Paradise Skyrunning, con Vallehermoso come punto nevralgico dei tracciati. In palio ci sono 27 medaglie tra titoli individuali, a squadre e una classifica combinata che somma i risultati delle gare Vertical e Sky. A contendersele saranno 270 atleti provenienti da 38 paesi e cinque continenti, un numero che per un evento di skyrunning, disciplina ancora di nicchia rispetto alla maratona o al triathlon, rappresenta una partecipazione internazionale considerevole.

Il programma si articola su tre giornate e tre discipline profondamente diverse tra loro. Si comincia venerdì con la Vertical, appena 4,9 chilometri ma 950 metri di dislivello positivo, una gara che si corre più con le gambe di uno scalatore che con quelle di un maratoneta. Sabato tocca alla SkyULTRA, 63 chilometri e 4.100 metri di dislivello, la prova che più di ogni altra definisce lo skyrunning come disciplina di resistenza estrema, spesso corsa attraverso notte e giorno. Domenica chiude la Sky, 29 chilometri e 1.900 metri di dislivello, un compromesso tra le due estremità che nel format dei Mondiali serve anche a determinare il titolo combinato.

Che un'isola come La Gomera, meno di 22mila abitanti, sia stata scelta per ospitare un evento di questa portata non è un dettaglio casuale. Il territorio dell'isola, con la foresta di laurisilva del Parco Nazionale di Garajonay dichiarata patrimonio dell'umanità e un reticolo di sentieri che si arrampicano da livello del mare fino a oltre 1.400 metri in pochi chilometri, offre esattamente il tipo di dislivello concentrato che lo skyrunning, nato tra le Alpi negli anni Novanta, cerca per definizione. Non è la prima volta che l'arcipelago ospita tappe internazionali di corsa in montagna, ma un Mondiale è un salto di categoria diverso, in termini di visibilità mediatica e di afflusso di atleti, staff tecnici e appassionati che arriveranno sull'isola nei prossimi giorni.

Per gli organizzatori locali, l'evento rappresenta anche una scommessa economica e di immagine che va oltre lo sport puro: mettere La Gomera, spesso schiacciata nel racconto turistico dalle isole maggiori dell'arcipelago, al centro dell'attenzione di una community internazionale di corridori di montagna, giornalisti specializzati e appassionati di trail running che seguiranno le gare da tutto il mondo nei prossimi tre giorni.

Chi vincerà i titoli iridati lo si saprà solo domenica sera, al termine della Sky. Ma già da venerdì mattina, quando i primi corridori partiranno verso quei 950 metri di salita quasi verticale, La Gomera avrà smesso per un weekend di essere semplicemente un'isola delle Canarie per diventare, con tutta la sua asperità, il centro del mondo dello skyrunning.