Quanto ci costa buttare male la spazzatura? Due isole canarie hanno iniziato a fare i conti

Scritto il 24/09/2026
da Redazione

Quanto costa, a un comune, un sacchetto gettato nel cassonetto sbagliato? A Los Llanos de Aridane, sulla costa occidentale della Palma, se lo sono chiesti sul serio. Martedì 22 settembre il Comune ha presentato uno studio condotto a Montaña Tenisca sull'uso dei contenitori per la raccolta differenziata. L'obiettivo dichiarato è capire le abitudini reali del quartiere prima di decidere le prossime misure.

Lo studio, riporta El Faro de La Palma sulla base della nota comunale, analizza quanti chili di rifiuti si raccolgono ogni anno. Distingue tra frazione indifferenziata e differenziata e mette accanto le tariffe municipali e il costo totale del servizio di raccolta e trattamento. «La gestione dei rifiuti ha un costo importante, e una separazione adeguata permette di sfruttare meglio le risorse pubbliche e ridurre quanto finisce nell'indifferenziata», ha spiegato il consigliere ai Servizi municipali Rubens Díaz.

I numeri dettagliati, per ora, non sono stati resi pubblici nell'articolo. Sappiamo cosa misura lo studio, non ancora cosa ha trovato. È un limite da tenere presente.

C'è però un dettaglio curioso. Il lavoro è stato pagato con i fondi del Piano di sostenibilità turistica. «La sostenibilità turistica passa anche da questioni molto quotidiane, come gestire meglio i nostri rifiuti», ha detto la consigliera al Turismo Inmaculada Fernández. Su un'isola dove il turismo pesa meno che a Tenerife o Gran Canaria, usare quei soldi per i cassonetti di un quartiere residenziale è una scelta che dice qualcosa.

Il caso Fuerteventura

Duecento chilometri a est, e con numeri già in mano, Fuerteventura racconta un'altra fase della stessa storia. Nel primo semestre del 2026, secondo i dati di Ecovidrio diffusi dal Cabildo il 4 settembre, i majoreros hanno depositato 2.697 tonnellate di vetro. È l'8% in più, oltre 200 tonnellate sopra lo stesso periodo del 2025.

Il dato per abitante sorprende: 35,9 chili di vetro a testa, più di 120 bottiglie e barattoli a persona all'anno, contro una media spagnola di 20 chili. Fuerteventura si colloca in testa alle Canarie insieme a Lanzarote. Conta anche la rete: oltre 1.000 campane verdi, una ogni 126 abitanti, mentre in Spagna la media è una ogni 188. Negli ultimi mesi ne sono state aggiunte a Pájara, Tuineje e La Oliva.

Una parte di quel vetro, va detto, viene da hotel, bar e appartamenti turistici. Il calcolo per abitante divide per i residenti anche ciò che consumano milioni di visitatori. Il primato è reale, ma va letto così.

Il consigliere ai Rifiuti Enrique Pérez elenca le cose fatte: impianti di trasferimento migliorati, nuovi macchinari, un punto di raccolta mobile per arrivare nei paesi più isolati, nuovi cassonetti a carico laterale. Secondo il Cabildo crescono anche plastica e carta, ma per queste frazioni i dati di dettaglio non sono stati pubblicati.

Messe accanto, le due notizie mostrano due momenti diversi. Fuerteventura misura già e può esibire una curva in salita. Los Llanos sta cominciando a misurare adesso, per capire dove sbaglia. Su isole dove ogni tonnellata di rifiuti costa spazio in discarica o un viaggio in nave, conoscere quei numeri non è un dettaglio amministrativo.