Letras de rofe y sal: a Lanzarote tornano gli scrittori, e per la prima volta tocca ai canari

Scritto il 25/09/2026
da Redazione

Il rofe è quella ghiaia vulcanica scura che a Lanzarote copre i campi, i giardini, i bordi delle strade. Il sale è quello delle saline e del mare. Il Festival de Literatura de Lanzarote ha scelto queste due parole per il suo motto, "Letras de rofe y sal", e il 23 settembre, nel municipio di Tías, ha presentato la quarta edizione. Si parte l'8 ottobre e si chiude il 2 dicembre. Tutti gli incontri sono gratuiti, ma bisogna iscriversi sul sito ufficiale, fdll.es.

Il festival è nato nel 2023, lo dirige lo scrittore lanzaroteño Carlos Battaglini e lo organizza l'associazione culturale Picón Narrativas, con il sostegno di diversi comuni, del Cabildo e dei Centros de Arte, Cultura y Turismo. L'idea di partenza era semplice: portare autori noti sull'isola per conversazioni a tu per tu con il pubblico, non per presentazioni-lampo con fila per l'autografo.

L'apertura spetta a Ray Loriga, l'8 ottobre ad Arrecife. Il programma diffuso in agosto indicava la Biblioteca Insular, mentre le note di settembre parlano di El Almacén: meglio controllare la sede sul sito prima di andare. Poi il festival si sposta a Puerto del Carmen, al Centro Cívico El Fondeadero, per tre serate alle 19.30. Il 20 ottobre c'è Berna González-Harbour, giornalista e autrice di noir, che parlerà del rapporto tra finzione, giornalismo e realtà. Il 27 ottobre Juan Gómez Bárcena affronta il confine tra storia e romanzo. Il 5 novembre arriva l'argentina Pola Oloixarac, con un intervento su letteratura, internet, algoritmi, desiderio e nuovi modi di costruire l'identità.

A Yaiza, nella Casa Benito Pérez Armas, sono attesi Laura Ferrero e Manuel Vilas. Vilas chiude il festival il 2 dicembre. Per chi vuole scrivere e non solo ascoltare, il programma di agosto prevede due laboratori, uno con Fernando Clemot il 14 ottobre e uno con Laura Fernández il 21, alla Casa de la Cultura Agustín de la Hoz di Arrecife.

La vera novità però è un'altra. Per la prima volta il festival arriva a Teguise, e lo fa con un programma dedicato agli scrittori canari. Si chiama "Combustión insular" e occuperà il fine settimana del 7 e 8 novembre nel Convento de Santo Domingo. Alicia Llarena, Julio Fajardo Herrero, Acoidán Méndez e Natacha G. Mendoza parleranno di voce letteraria, di scrittura dalla periferia, del rapporto tra tradizione e contemporaneità. È un tema che alle Canarie ha un peso particolare. Per chi scrive da un'isola a mille chilometri dalla penisola, "periferia" è una condizione di partenza.

Il sindaco di Tías, José Juan Cruz Saavedra, ha detto alla presentazione che è una soddisfazione riavere il festival a Puerto del Carmen. È una frase di circostanza, ma racconta qualcosa. Puerto del Carmen è sinonimo di turismo balneare, di ristoranti sul lungomare e di alberghi. Usare un centro civico di quel paese per parlare di Oloixarac e degli algoritmi del desiderio è una piccola dichiarazione d'intenti. L'isola non vuole vivere solo di sole.

Per residenti ed expat è anche un'occasione pratica: sette incontri e due laboratori gratuiti in due mesi, in spagnolo, su un'isola dove l'offerta culturale d'autunno non è mai stata enorme. I posti sono limitati dall'iscrizione, quindi conviene prenotare presto. Le novità vengono pubblicate anche sul canale WhatsApp e sul profilo Instagram del festival.