Il 15 settembre, a Triquivijate, nel comune di Antigua, una funzionaria dell'Agenzia canaria per la protezione dell'ambiente naturale e due agenti della Polizia locale si sono fermati davanti a una costruzione in mezzo alla campagna. Nello stesso momento, squadre simili lavoravano a La Oliva, Puerto del Rosario e Tuineje. A fine giornata le ispezioni con indizi di infrazione erano 64.
I risultati sono stati presentati il 30 settembre al Cabildo di Fuerteventura dalla presidente Lola García, dal consigliere regionale alla Politica territoriale Manuel Miranda, dalla direttrice dell'Agenzia Montserrat Ortega e dal comandante della Guardia Civil José Manuel Lebrón Moreno.
Una precisazione prima di tutto: 64 ispezioni non vogliono dire 64 infrazioni accertate. I corpi intervenuti devono ancora presentare le denunce, e ogni fascicolo seguirà il suo iter.
Il dato più interessante però riguarda la tendenza. Tra il 2023 e il 2026 l'Agenzia ha esaminato 649 fascicoli a Fuerteventura: 120 nel 2023, 110 nel 2024, 160 nel 2025 e 259 nei primi nove mesi del 2026. Quest'anno da solo vale il 40% del totale.
Cosa c'è dentro quei fascicoli? Soprattutto occupazione e trasformazione del suolo. Impianti, container, spianamenti, recinzioni e case prefabbricate sono il 35,7%. Opere senza licenza, ampliamenti e abitazioni un altro 30%. Scarichi, rifiuti, accumuli e materiali abbandonati il 14,1%. Tre tipologie che insieme fanno circa otto casi su dieci. Puerto del Rosario, La Oliva e Tuineje concentrano oltre l'85% dell'attività ispettiva.
Fuerteventura Digital ha pubblicato immagini da drone di veri e propri insediamenti di baracche, per esempio vicino a Montaña Roja, a La Oliva. Il giornale collega il fenomeno alla difficoltà di trovare casa sull'isola, pur ricordando che la domanda abitativa non giustifica la proliferazione di costruzioni abusive. È un nodo che le istituzioni non hanno affrontato apertamente durante la presentazione, ma che chi vive a Fuerteventura conosce bene.
Dei 649 fascicoli, 549 sono ancora aperti e 100 archiviati. Ortega ha chiarito che archiviare non significa che il problema sia sparito. In parte dei casi l'Agenzia non ha competenza e passa la pratica all'amministrazione giusta. Dal 2023 a oggi sono stati documentati 26 ripristini volontari, cioè proprietari che hanno rimosso da soli l'opera irregolare: 15 a Puerto del Rosario, 7 a La Oliva, 2 a Pájara, 1 a Tuineje e 1 ad Antigua.
Miranda ha parlato della necessità di una "vigilanza permanente" e di più coordinamento. García ha chiuso con una formula semplice: proteggere il territorio richiede "ispezione, coordinamento e azione". Per un'isola che è Riserva della Biosfera e che vive di paesaggio, la questione è anche economica. Quanto può crescere l'occupazione disordinata del suolo prima che cambi il volto della campagna majorera?
I prossimi mesi diranno quanti dei 64 casi del 15 settembre diventeranno sanzioni e quanti finiranno con un ripristino. È probabilmente il dato da seguire.

