93 milioni per un tetto: la scommessa mondiale di Gran Canaria entra nella fase più delicata

Scritto il 05/10/2026
da Redazione

Novantatré milioni di euro. È il prezzo della sola copertura del nuovo Estadio de Gran Canaria, il 50,46% del budget di esecuzione materiale dell'opera. Per dare un'idea, è più di quanto costasse l'intero stadio nel primo progetto, stimato in 114 milioni prima che le analisi del terreno spingessero la cifra a 174.

Oggi siamo a 234,8 milioni, IGIC al 7% compreso. A metà settembre la commissione di gara dell'Instituto Insular de Deportes del Cabildo ha aperto la prima busta: tre UTE, cioè raggruppamenti temporanei d'impresa. Ferrovial e San José (42,5% ciascuna) con la canaria Iniciativas Canarias (15%). OHL (60%) con Sando (40%). Sacyr (60%) con Construplan e Bitumex, del gruppo Lopesan (20% ciascuna). Lo riportano sia udlaspalmas.net sia Moncloa.com, sulla base dei dati del Cabildo. Non essendoci stati ricorsi, i capitolati sono definitivi.

Ci si arriva dopo un'estate complicata. A luglio la prima gara da 174 milioni era andata deserta. Il presidente del Cabildo, Antonio Morales, ha attribuito il buco a una congiuntura "eccezionale": dazi statunitensi, la guerra in Iran con le sue conseguenze sul traffico petrolifero a Hormuz, noli marittimi più cari. Secondo quanto riferito dal Cabildo a RTVC, l'acciaio, materiale portante della nuova copertura, ha raddoppiato il prezzo, e la manodopera specializzata è passata da 16-17 euro l'ora a una media di 25, fino a 30 con turni aggiuntivi.

Per colmare la differenza sono entrati 25 milioni del Governo delle Canarie e 15 del Comune di Las Palmas de Gran Canaria, che si aggiungono ai 60 dell'UD Las Palmas, legati a un accordo di cogestione dell'impianto (che resta al 100% pubblico), e ai 134 del Cabildo. L'ente insulare sta trattando anche un contributo dello Stato.

Che cosa cambia, concretamente? La capienza passa da 32.418 a 44.020 spettatori. Il progetto dello studio L35 Architects, battezzato "La Nube", copre tutte le tribune, rifà fondamenta e strutture, adegua accessi e spogliatoi ai requisiti di UEFA, RFEF e FIFA. Per impianti elettrici e rinnovabili sono previsti 7,3 milioni, 1,4 per la gestione dei rifiuti di cantiere. Alla manodopera vanno 46,7 milioni, quasi un euro su cinque.

Il Cabildo cita il dato della patronal delle costruzioni secondo cui ogni euro investito nel settore ne restituisce tre, più un altro euro di indotto. È una stima di parte, da prendere come tale. Ma in un'isola dove la disoccupazione resta sopra la media nazionale, un cantiere di queste dimensioni si sente.

Il punto debole è il calendario. Dopo la busta tecnica, valutata da un comitato di cinque esperti in 15 giorni, toccherà a quella economica. Se non ci saranno offerte anomale, il contratto potrebbe essere firmato negli ultimi giorni di novembre e i lavori partire a gennaio 2027. Ogni intoppo, dalle verifiche sulle offerte troppo basse ai ricorsi, si scaricherebbe direttamente sul conto alla rovescia del Mondiale.

Restano poi domande che nessun documento di gara affronta: come convivrà il quartiere di Siete Palmas con anni di cantiere, come giocherà l'UD Las Palmas nel frattempo, chi pagherà se i prezzi saliranno ancora. Morales, intanto, sceglie di guardare lontano: "Quando investiamo nello stadio, investiamo nella Gran Canaria delle prossime generazioni". Il primo vero banco di prova sarà a fine novembre.