Il 1° ottobre è scaduto un regime che molti avevano dato per concluso, e il Governo canario lo ha rinnovato appena in tempo. Il Consejo de Gobierno ha approvato il 28 settembre un decreto legge che proroga per l’ultimo trimestre del 2026 due misure fiscali sull’energia, su proposta della ministra delle Finanze Matilde Asián. Lo riportano RTVC e Moncloa.
La prima misura è l’aliquota IGIC allo 0 per cento su determinati prodotti energetici. L’obiettivo dichiarato è “evitar que la finalización de las medidas, actualmente vigentes, se traduzca en un incremento de los costes”. La seconda è la devoluzione parziale straordinaria dell’imposta speciale sui carburanti derivati dal petrolio, per benzina e gasolio professionali. Il testo la indirizza, nelle parole citate da RTVC, “fundamentalmente a agricultores y transportistas”. Il decreto vale dal 1° ottobre al 31 dicembre.
Dietro c’è un contesto che le fonti indicano senza ambiguità: la crisi in Medio Oriente e i costi energetici e di trasporto che continuano a pesare. Asián l’ha presentata come “la respuesta a los efectos negativos que los costes energéticos y de transporte siguen teniendo”.
Il meccanismo è meno semplice delle intestazioni. Le misure non sono garantite per tutto il trimestre: a novembre e dicembre dipendono dall’andamento mensile dei prezzi dei carburanti rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con una soglia del 15 per cento. Le due fonti consultate descrivono in modo non del tutto uguale come quella soglia agisca sull’aliquota dell’IGIC, quindi su questo punto rimandiamo al testo del decreto, più che a un riassunto. Quello che entrambe confermano è che l’INE pubblica l’IPC di settembre a metà ottobre e quello di ottobre a novembre: sono quei due dati a dire come finirà l’anno.
Per il rimborso sul carburante professionale esiste una scala di aliquote per mille litri che cambia a seconda della soglia. Le cifre riportate dalle fonti sono coerenti, ma l’unità di misura è tale da richiedere una verifica sul testo ufficiale prima di citarle come costo a litro: non le riportiamo.
C’è un passaggio politico da ricordare. Secondo Moncloa il decreto deve essere convalidato dal Parlamento delle Canarie entro un mese, come ogni decreto legge. Il governo è quello di Fernando Clavijo.
Per chi vive di campo e di strada la sostanza è pratica. Un trasportatore che rifornisce un mezzo alle Canarie e un agricoltore che accende un trattore o una pompa dell’acqua contano ogni mese quanto costa il gasolio. Il provvedimento non abbassa il prezzo alla pompa in modo visibile per tutti, ma sposta il costo fiscale per chi usa il carburante per lavoro.
Resta una domanda aperta, che né il decreto né le fonti risolvono: cosa succederà dal 1° gennaio. Per ora il calendario arriva fino al 31 dicembre e poi dipenderà da nuove decisioni.

