C’è un numero, nei dati di settembre sul lavoro nelle Canarie, che non va dove vanno gli altri: +483. Sono i giovani sotto i 25 anni che si sono aggiunti all’elenco dei disoccupati registrati, un aumento del 6,9% in un mese in cui tutto il resto scendeva.
Il quadro generale è buono. Secondo i dati del Ministero del Lavoro, riportati da RTVC e da Diario de Avisos, a fine settembre le persone registrate come disoccupate nell’arcipelago erano 140.303. In un mese sono diminuite di 4.156 unità (-2,9%) e rispetto a un anno fa di 5.070 (-3,5%). È il livello più basso per un mese di settembre dal 2007. Il calo è stato di 2.224 persone nella provincia di Las Palmas e di 1.932 in quella di Santa Cruz de Tenerife.
Quasi tutto il movimento arriva dai servizi, il settore che regge l’economia turistica: 4.078 disoccupati in meno, per un totale di 110.848 ancora registrati. Seguono costruzione (-200), agricoltura (-176, pari a -7,76%) e industria (-112). Le persone senza un impiego precedente, invece, crescono di 410. Qui c’è la spiegazione probabile del dato giovanile: chi finisce gli studi e si iscrive per la prima volta pesa sui numeri di settembre. Le fonti consultate però non lo dicono esplicitamente, quindi resta un’ipotesi.
I contratti raccontano una storia più solida. A settembre ne sono stati firmati 69.644, il 3,3% in più rispetto a settembre 2025. Quelli a tempo indeterminato sono 31.341 (+4,2% annuo) e rappresentano il 45% del totale, contro il 41,79% del mese precedente. I temporanei sono 38.303.
Il confronto con il resto della Spagna aiuta a leggere il dato. A settembre il paro è salito in Andalusia (+6.733), a Madrid (+2.773) e in Galizia (+2.746), mentre le Canarie hanno registrato la variazione più ampia in diminuzione tra le regioni citate, con Ceuta e La Rioja appena sotto. Storicamente, dal 1996 il paro nelle Canarie è sceso in settembre in 23 anni su 30.
Il contesto macro è coerente. Il 7 agosto il Governo canario, citando i dati ISTAC, ha parlato di una crescita del PIL del 2,85% annuo nel secondo trimestre 2026 e di un tasso di disoccupazione dell’11,6%, il più basso per un secondo trimestre dal 2007. A luglio gli iscritti alla Previdenza sociale erano 961.638, con un record di 148.107 lavoratori autonomi. Il vicepresidente Manuel Domínguez ha parlato di “fortaleza de nuestro modelo económico”. Sono dichiarazioni di governo, e un tasso dell’11,6% resta alto rispetto alla media spagnola.
Per chi cerca lavoro o assume, il messaggio pratico è questo: la stagione di fine anno sta già assorbendo manodopera nei servizi, mentre l’ingresso dei giovani nel mercato rimane il punto debole.

