Se il tuo contratto d’affitto scade nel 2027, probabilmente la prima cosa che vuoi sapere è se puoi restare. La risposta, dall’8 ottobre, è: forse sì, per un massimo di due anni in più. Ma bisogna avere i conti in regola.
Il Real Decreto-ley 29/2026, del 6 ottobre e pubblicato nel BOE il 7, introduce una proroga straordinaria, su richiesta dell’inquilino, per contratti di abitazione abituale che terminano prima del 31 dicembre 2028. Si concede per annualità, fino a due anni, e a patto di essere al corrente con l’affitto nei precedenti otto mesi. Fino al 31 dicembre 2027 resta anche il tetto agli aggiornamenti annuali: se l’affitto supera il limite di riferimento non può salire, negli altri casi vale il patto o, in sua assenza, un massimo del 2%.
La parte che riguarda da vicino le isole è quella sugli affitti di breve e media durata. Un contratto stagionale deve avere una causa reale e dimostrabile, durare più di 31 giorni e, in linea generale, non oltre 12 mesi. Se supera i 12 mesi senza giustificazione, o se tra le stesse parti si succedono più di due contratti consecutivi sulla stessa casa, viene trattato come affitto di abitazione abituale fin dall’inizio. Per le stanze, la somma delle rendite dei contratti parziali non può superare quella dell’appartamento intero.
Sulle case turistiche il quadro è più sfumato. Il testo prevede che nelle zone di mercato residenziale teso i comuni possano applicare maggiorazioni dell’IBI fino al 50% sugli alloggi turistici, fino al 100% per chi ne possiede due o più e al 150% per chi ne ha quattro o più. Il problema, spiega elDiario.es, è che le Canarie non hanno oggi zone tese riconosciute: i comuni devono avviare la procedura, ma la dichiarazione spetta al Governo regionale. Quattro comuni, riferisce il giornale, l’hanno già chiesta senza ricevere risposta. Finché non arriva, quelle misure non scattano.
C’è poi il capitolo fiscale: il decreto prevede un’IVA al 10% dal 1° dicembre sugli affitti ammobiliati fino a 30 notti. Libertad Digital precisa che nelle Canarie, dove si applica l’IGIC, questa misura non vale; non ho trovato una seconda fonte che lo confermi, quindi conviene verificarlo con un consulente fiscale.
Per chi compra, il decreto prevede prestiti ICO a tasso zero fino a 50.000 euro per l’anticipo della prima casa, ma la linea deve ancora essere attivata. Il presidente canario Fernando Clavijo ha criticato l’impostazione, sostenendo che il problema «non si può risolvere in 48 ore» e che «non tutto il peso può cadere sui proprietari». Il decreto deve essere convalidato dal Congresso entro un mese, quindi i contenuti potrebbero ancora cambiare.
Quanto all’effetto sul mercato, le cifre che circolano sono contestate. Una cosa è certa: i piccoli proprietari valutano se affittare a lungo termine con questo quadro di regole, e la risposta, per ora, dipende da norme che cambiano più in fretta del tempo che serve a leggerle.
Se il tuo contratto d’affitto scade nel 2027, probabilmente la prima cosa che vuoi sapere è se puoi restare. La risposta, dall’8 ottobre, è: forse sì, per un massimo di due anni in più. Ma bisogna avere i conti in regola.
Il Real Decreto-ley 29/2026, del 6 ottobre e pubblicato nel BOE il 7, introduce una proroga straordinaria, su richiesta dell’inquilino, per contratti di abitazione abituale che terminano prima del 31 dicembre 2028. Si concede per annualità, fino a due anni, e a patto di essere al corrente con l’affitto nei precedenti otto mesi. Fino al 31 dicembre 2027 resta anche il tetto agli aggiornamenti annuali: se l’affitto supera il limite di riferimento non può salire, negli altri casi vale il patto o, in sua assenza, un massimo del 2%.
La parte che riguarda da vicino le isole è quella sugli affitti di breve e media durata. Un contratto stagionale deve avere una causa reale e dimostrabile, durare più di 31 giorni e, in linea generale, non oltre 12 mesi. Se supera i 12 mesi senza giustificazione, o se tra le stesse parti si succedono più di due contratti consecutivi sulla stessa casa, viene trattato come affitto di abitazione abituale fin dall’inizio. Per le stanze, la somma delle rendite dei contratti parziali non può superare quella dell’appartamento intero.
Sulle case turistiche il quadro è più sfumato. Il testo prevede che nelle zone di mercato residenziale teso i comuni possano applicare maggiorazioni dell’IBI fino al 50% sugli alloggi turistici, fino al 100% per chi ne possiede due o più e al 150% per chi ne ha quattro o più. Il problema, spiega elDiario.es, è che le Canarie non hanno oggi zone tese riconosciute: i comuni devono avviare la procedura, ma la dichiarazione spetta al Governo regionale. Quattro comuni, riferisce il giornale, l’hanno già chiesta senza ricevere risposta. Finché non arriva, quelle misure non scattano.
C’è poi il capitolo fiscale: il decreto prevede un’IVA al 10% dal 1° dicembre sugli affitti ammobiliati fino a 30 notti. Libertad Digital precisa che nelle Canarie, dove si applica l’IGIC, questa misura non vale; non ho trovato una seconda fonte che lo confermi, quindi conviene verificarlo con un consulente fiscale.
Per chi compra, il decreto prevede prestiti ICO a tasso zero fino a 50.000 euro per l’anticipo della prima casa, ma la linea deve ancora essere attivata. Il presidente canario Fernando Clavijo ha criticato l’impostazione, sostenendo che il problema «non si può risolvere in 48 ore» e che «non tutto il peso può cadere sui proprietari». Il decreto deve essere convalidato dal Congresso entro un mese, quindi i contenuti potrebbero ancora cambiare.
Quanto all’effetto sul mercato, le cifre che circolano sono contestate. Una cosa è certa: i piccoli proprietari valutano se affittare a lungo termine con questo quadro di regole, e la risposta, per ora, dipende da norme che cambiano più in fretta del tempo che serve a leggerle.
Se il tuo contratto d’affitto scade nel 2027, probabilmente la prima cosa che vuoi sapere è se puoi restare. La risposta, dall’8 ottobre, è: forse sì, per un massimo di due anni in più. Ma bisogna avere i conti in regola.
Il Real Decreto-ley 29/2026, del 6 ottobre e pubblicato nel BOE il 7, introduce una proroga straordinaria, su richiesta dell’inquilino, per contratti di abitazione abituale che terminano prima del 31 dicembre 2028. Si concede per annualità, fino a due anni, e a patto di essere al corrente con l’affitto nei precedenti otto mesi. Fino al 31 dicembre 2027 resta anche il tetto agli aggiornamenti annuali: se l’affitto supera il limite di riferimento non può salire, negli altri casi vale il patto o, in sua assenza, un massimo del 2%.
La parte che riguarda da vicino le isole è quella sugli affitti di breve e media durata. Un contratto stagionale deve avere una causa reale e dimostrabile, durare più di 31 giorni e, in linea generale, non oltre 12 mesi. Se supera i 12 mesi senza giustificazione, o se tra le stesse parti si succedono più di due contratti consecutivi sulla stessa casa, viene trattato come affitto di abitazione abituale fin dall’inizio. Per le stanze, la somma delle rendite dei contratti parziali non può superare quella dell’appartamento intero.
Sulle case turistiche il quadro è più sfumato. Il testo prevede che nelle zone di mercato residenziale teso i comuni possano applicare maggiorazioni dell’IBI fino al 50% sugli alloggi turistici, fino al 100% per chi ne possiede due o più e al 150% per chi ne ha quattro o più. Il problema, spiega elDiario.es, è che le Canarie non hanno oggi zone tese riconosciute: i comuni devono avviare la procedura, ma la dichiarazione spetta al Governo regionale. Quattro comuni, riferisce il giornale, l’hanno già chiesta senza ricevere risposta. Finché non arriva, quelle misure non scattano.
C’è poi il capitolo fiscale: il decreto prevede un’IVA al 10% dal 1° dicembre sugli affitti ammobiliati fino a 30 notti. Libertad Digital precisa che nelle Canarie, dove si applica l’IGIC, questa misura non vale; non ho trovato una seconda fonte che lo confermi, quindi conviene verificarlo con un consulente fiscale.
Per chi compra, il decreto prevede prestiti ICO a tasso zero fino a 50.000 euro per l’anticipo della prima casa, ma la linea deve ancora essere attivata. Il presidente canario Fernando Clavijo ha criticato l’impostazione, sostenendo che il problema «non si può risolvere in 48 ore» e che «non tutto il peso può cadere sui proprietari». Il decreto deve essere convalidato dal Congresso entro un mese, quindi i contenuti potrebbero ancora cambiare.
Quanto all’effetto sul mercato, le cifre che circolano sono contestate. Una cosa è certa: i piccoli proprietari valutano se affittare a lungo termine con questo quadro di regole, e la risposta, per ora, dipende da norme che cambiano più in fretta del tempo che serve a leggerle.

