Tre mesi per uscire dalla USDT: cosa ha deciso davvero l’ESMA sulle stablecoin

Scritto il 19/10/2026
da Redazione

Chi tiene dei Tether su un exchange europeo ha ora una scadenza nel calendario. L’8 ottobre l’ESMA, l’autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, ha pubblicato un parere destinato ai regolatori nazionali: le piattaforme cripto autorizzate devono smettere di offrire servizi su stablecoin non conformi a MiCA, il regolamento europeo sui cripto-asset. Le posizioni dei clienti vanno sistemate «il prima possibile e al più tardi entro tre mesi», che CoinDesk traduce nell’8 gennaio 2027.

Il documento non nomina alcun token. Ma CoinDesk cita la USDT di Tether, la stablecoin più grande per capitalizzazione, come esempio evidente di moneta non autorizzata, e aggiunge che anche PayPal USD, terza per dimensioni, non lo è. Durante il periodo di uscita le piattaforme possono ancora far vendere, convertire, prelevare, trasferire o custodire i token, ma non possono permettere acquisti, promozione o scambi. L’ESMA motiva così: lasciare in circolazione stablecoin fuori regola attraverso piattaforme autorizzate indebolirebbe le norme su riserve, rimborso, governance e trasparenza che pesano sugli emittenti conformi.

Il calendario aiuta a capire il momento. Le regole MiCA sulle stablecoin si applicano da giugno 2024; il regime completo per le piattaforme è scattato il 1° luglio 2026. Per l’utente comune il risultato pratico dipende da ogni piattaforma: alcune permetteranno di vendere o ritirare per un po’, altre potrebbero chiudere prima. Chi è coinvolto deve seguire le istruzioni del proprio exchange.

Il secondo capitolo è arrivato il 9 ottobre. Secondo CoinAlertNews, i ministri delle Finanze dell’UE hanno raggiunto un accordo politico per affidare all’ESMA la vigilanza diretta sui maggiori fornitori di servizi cripto. Ne farebbero parte quelli con almeno 15 milioni di utenti attivi nell’UE, oppure che rispettino tre di cinque criteri aggiuntivi: più di un milione di utenti attivi, oltre un miliardo di euro di cripto in custodia, più di quattro miliardi di euro di transazioni annue dei clienti. Si stima che si qualifichino solo 10-15 operatori su circa 360, meno di quanto proponeva la Commissione. La posizione del Consiglio deve ora essere negoziata con il Parlamento europeo prima di diventare legge.

Il problema che il passaggio vuole risolvere è il «passaporto»: un operatore autorizzato in uno Stato membro può servire tutta l’UE, con controllo prevalentemente del paese d’origine. Nel luglio 2025 l’ESMA aveva trovato prove insufficienti che il regolatore maltese avesse valutato adeguatamente l’autorizzazione di un fornitore, e Malta si oppone allo spostamento di poteri.

Gli effetti collaterali elencati dall’articolo sono prevedibili: liquidità frammentata, attrito nelle conversioni, rischio che l’attività migri verso sedi fuori dall’UE, spinta verso stablecoin autorizzate come la USDC, e il dubbio che le stablecoin in euro emesse nell’UE riescano a competere a livello globale. Nessuna delle due fonti garantisce che andrà così; entrambe descrivono rischi, non esiti.

Una nota di metodo: il dettaglio sul 15 milioni di utenti e sul quorum dei criteri proviene da una sola fonte (CoinAlertNews), e il parere ESMA, per quanto riportato da CoinDesk e da TokenPost, non è stato letto qui nel testo originale. Per chi vive nelle Canarie e usa piattaforme autorizzate nell’UE, la regola vale come per qualunque residente europeo; non esiste una misura specifica per l’arcipelago.