Mercoledì 14 ottobre l’INE ha pubblicato un numero che molti inquilini avrebbero preferito non leggere: 2,54%. È l’indice di riferimento per l’aggiornamento degli affitti relativo a settembre, e da quando è stato introdotto, nel novembre 2024, non era mai stato così alto.
Il passo avanti, preso da solo, sembra piccolo. In agosto l’indice era al 2,47%, quindi la differenza è di nove centesimi di punto. Ma il dato racconta altro. È la prima volta che supera il 2,5%, e da sette mesi resta sopra il 2,4%. Il valore più basso della serie, 1,90%, risale a maggio 2025. Da allora la curva è salita quasi senza fermarsi.
Per capire che cosa misura questo numero bisogna ricordare perché esiste. La legge sulla casa, in vigore dal 25 maggio 2023, ha affidato all’INE il compito di definire un indice per aggiornare i canoni dei contratti firmati dopo quella data, al posto del vecchio aggancio all’inflazione. L’idea era evitare rincari sproporzionati. Dopo l’impennata dei prezzi seguita all’invasione russa dell’Ucraina, nell’aprile 2022 il governo aveva fissato un tetto del 2% agli aumenti, poi portato al 3% per il 2024.
E l’inflazione, adesso? A livello nazionale, a settembre l’indice dei prezzi è arrivato al 4,9%, il livello più alto da febbraio 2023. L’inflazione di fondo, quella che esclude energia e alimenti freschi, è al 3,1%. La fonte attribuisce la spinta soprattutto al costo dei carburanti, legato allo shock energetico per la guerra in Iran, e collega l’aumento dell’indice affitti alle tensioni in Medio Oriente.
Alle Canarie il quadro è ancora più teso: a settembre i prezzi al consumo sono saliti del 4,4% rispetto a un anno prima, e il dato allunga una serie di rialzi che dura da sette mesi, con i trasporti tra le voci che pesano di più.
Che cosa fare, in pratica? Chi ha un contratto firmato dopo il maggio 2023 e sta per arrivare alla scadenza annuale dovrebbe controllare la clausola di aggiornamento e il mese di riferimento dell’indice, perché ogni mese ha il suo valore. Chi affitta da proprietario farebbe bene a calcolare l’aggiornamento con la cifra corretta e a comunicarlo per iscritto. Non abbiamo trovato in questa esecuzione dati canari specifici sull’effetto di questo indice sui canoni dell’arcipelago, quindi non diamo cifre che non siamo in grado di verificare.
Una cosa però è chiara per chi si sta trasferendo ora: l’affitto non è l’unica voce che sale. Carburante e trasporti, per chi vive su un’isola e si muove in auto, contano quanto il canone. Conviene fare il conto complessivo prima di firmare, non solo il confronto tra due annunci.

