Un fondo che si rinnova ogni dieci anni può sembrare una questione da addetti ai lavori, finché non si guarda a che cosa ha finanziato: strade, scuole, depuratori, centri sanitari nei comuni delle sette isole principali e nelle due più piccole. Lunedì 19 ottobre il Consejo de Gobierno ha approvato il regolamento del nuovo Fondo de Desarrollo de Canarias, l’FDCAN, che prende il testimone del periodo 2016-2026.
I numeri, per cominciare. Il governo regionale stanzierà fino a 1.626 milioni di euro in dieci anni, con un massimo di 162,6 milioni all’anno inseriti nel bilancio canario. Sommando i contributi dei Cabildos, l’esecutivo prevede un investimento complessivo di circa 2.600 milioni. Per il decennio che si chiude, il governo parla di un impatto di 1,72 euro per ogni euro pubblico investito.
Ma quanto mette ciascuno? Dipende dall’isola. La quota di cofinanziamento è del 50% per Gran Canaria e Tenerife, dell’80% per Lanzarote, La Palma e Fuerteventura e del 90% per La Gomera e El Hierro. Le isole più piccole, quindi, pagano molto meno per ogni euro di opera.
Il fondo è diviso in tre assi. Il 50%, circa 813 milioni, va a infrastrutture ed equipaggiamenti pubblici, compresa l’edilizia pubblica protetta. Il 35% finanzia posti e strutture sociosanitarie per la dipendenza e l’invecchiamento attivo. Il 15% è per ricerca, sviluppo e innovazione: digitalizzazione, trasferimento di conoscenza e collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese. Occupazione, formazione e imprenditoria attraversano tutti e tre gli assi.
Il regolamento dice anche come si spende. Cabildos, comuni e università pubbliche dovranno preparare piani triennali, i PACAN, aggiornabili ogni anno entro limiti precisi. Alcune modifiche si potranno fare senza autorizzazione aggiuntiva, quelle più grandi richiederanno il via libera della commissione di monitoraggio o del governo. Tutto passerà da una piattaforma comune, UNIFICA, per gestione, giustificazione e controllo finanziario. Nascono tre organi specializzati, con aggiornamenti trimestrali, una relazione annuale di valutazione e l’obbligo di restituire i fondi usati in modo improprio o non giustificati.
C’è una condizione che merita attenzione. La continuità del fondo è legata al mantenimento della sospensione della compensazione allo Stato per l’IGTE, l’imposta generale sul traffico d’impresa, o alla sua eliminazione definitiva, e alla sufficienza finanziaria del governo regionale. Cioè: il fondo funziona finché i conti reggono.
Che cosa ne ricava chi vive o lavora alle Canarie? Il 15% per ricerca e innovazione è la parte da guardare per startup, università e imprese che cercano cofinanziamento, anche se il regolamento descrive il quadro e non i bandi. I progetti concreti arriveranno dai piani che ogni ente presenterà. Il decreto entra in vigore il giorno dopo la pubblicazione sul Boletín Oficial de Canarias, quindi la prima cosa da seguire è quando uscirà.

