A gennaio, secondo RTVC, la torre di controllo dell’aeroporto di El Hierro ha ridotto di venti minuti l’orario di servizio perché mancava personale. Aena ha aperto un procedimento sanzionatorio contro Saerco, la società che gestisce la torre. Il Governo delle Canarie citava casi così quando chiedeva di avere voce negli scali dell’arcipelago. Ora c’è una data: il 29 ottobre.
L’ha annunciata giovedì 22 il portavoce dell’esecutivo, Alfonso Cabello, al termine di un Consiglio di Governo straordinario. Quel giorno, a Tenerife, Canarie e Stato si siedono in due commissioni distinte. Una riguarda il meccanismo con cui la Comunità autonoma partecipa alla gestione degli aeroporti. L’obiettivo dichiarato è un organo aeroportuale bilaterale, che garantisca alle isole un intervento nelle decisioni sulle infrastrutture. Cabello si è detto ottimista: la firma potrebbe arrivare già quel giorno, “se dan todas las condiciones”, cioè se si realizzano tutte le condizioni.
La rivendicazione, ha ricordato, ha più di trent’anni e a suo dire poggia sull’articolo 161 dello Statuto di Autonomia del 2018. L’accordo prevederebbe un trattamento diverso per gli aeroporti di interesse generale e per quelli minori che non lo sono. Il nuovo organo avrebbe funzioni di dialogo, supervisione, reclamo e monitoraggio, dentro un quadro stabile che non dipenda solo dalla volontà del governo centrale o di Aena. Per arrivarci, ha detto, sono serviti molti scambi di bozze.
Il testo dell’intesa non è pubblico, quindi per capire che peso avrà conviene guardare le tappe precedenti. A gennaio il presidente di Aena, Maurici Lucena, ha respinto la cogestione: un trasferimento a terzi sarebbe “nulas de pleno derecho”, cioè nullo di pieno diritto, e si può migliorare il coordinamento ma non la partecipazione. A una riunione tecnica del 10 aprile il ministero dei Trasporti e Aena si sono detti pronti soltanto a cercare formule di coordinamento, sul modello dell’accordo con i Paesi Baschi. Il 19 maggio il ministro Ángel Víctor Torres ha aperto a un’intesa con lo stesso schema: un organo bilaterale non vincolante, che potrebbe incidere su investimenti, infrastrutture, tariffe e tasse, con Aena fuori dall’organo e la gestione che resta allo Stato. Allora si parlava di firma a giugno. Siamo a fine ottobre.
E per chi vola? Per ora non cambia nulla, ed è giusto non promettere altro. Le fonti consultate non indicano una data di entrata in vigore e non dicono se l’organo avrà poteri vincolanti: nella versione descritta a maggio non li aveva. Se la firma arriva il 29, la prova si vedrà nei mesi successivi, quando un reclamo su un orario o su una tariffa troverà, o non troverà, qualcuno obbligato a rispondere.

