Se si prende tutto quello che la Spagna vende in Mauritania, un euro su tre parte dalle Canarie. È il dato più netto emerso in una giornata d’affari a Tenerife, dove la vicedirettrice generale per i Paesi mediterranei, l’Africa e il Medio Oriente del ministero competente, Carla Cohí, ha presentato i numeri del 2025: 72,5 milioni di euro di esportazioni canarie, pari al 32,7% del totale spagnolo verso quel Paese. Nell’altra direzione le importazioni dalla Mauritania sono state di 58,9 milioni.
Il dato proviene dal Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Impresa. A vendere sono 285 imprese canarie, di cui 108 in modo regolare. Tra la cifra grande e quella piccola c’è una differenza che vale la pena notare: molte aziende hanno provato a esportare, meno lo fanno con continuità. Cohí ha definito le isole una piattaforma logistica e commerciale verso l’Africa occidentale, grazie a vicinanza, connessioni ed esperienza nella regione. La giornata è stata organizzata da Casa África, dalla Cámara de Comercio di Santa Cruz de Tenerife e dal Cabildo di Tenerife, con rappresentanti di Spagna, Senegal e Mauritania.
Che cosa si vende? Secondo i dati citati, l’export spagnolo verso la Mauritania nel 2025 è fatto di beni industriali, macchinari e materiali (43,3%), prodotti alimentari (25,3%) e carburanti e lubrificanti (22,8%). Dall’altra parte, l’82,5% di ciò che la Spagna compra sono prodotti ittici, soprattutto molluschi e crostacei. I settori dove, secondo l’incontro, si aprono possibilità sono la trasformazione del pesce, l’acqua e i servizi igienico-sanitari, l’agroindustria con irrigazione e serre, le energie rinnovabili (la Mauritania ha sole e vento), la manutenzione di piattaforme e l’ingegneria, oltre ai servizi legati all’industria estrattiva.
A questi numeri si agganciano storie più concrete. Ad aprile la Cámara di Santa Cruz de Tenerife, che ha la segreteria tecnica del Comitato bilaterale Spagna-Mauritania (CAMES), ha ricevuto il ministro mauritano dell’Equipaggiamento e dei Trasporti, Ely Ould El Veirik. Il paese cerca infrastrutture e mobilità e chiede soprattutto trasferimento di know-how. Nell’incontro si è parlato di corridoi stradali tra Nouakchott e la frontiera sud, con investimenti stimati tra 200 e 3.200 milioni, di un nuovo aeroporto internazionale a Nouadhibou da circa 200 milioni, di un possibile collegamento ferroviario con l’aeroporto di Nouakchott e di un tram a Nouadhibou. Metrotenerife ha firmato un accordo con il ministero mauritano per fornire assistenza tecnica e sviluppare un sistema simile a quello di Tenerife, dopo oltre un anno di lavoro preparatorio. Tra le imprese canarie presenti c’erano Klingele Paper & Packaging, CaixaBank, Steelmar Logistics, Suardiaz Group ed Elittoral.
Ci sono limiti da dichiarare. Il 32,7% è una quota delle vendite spagnole: dice quanto pesano le Canarie nel commercio con la Mauritania, non quanto pesa la Mauritania nell’economia delle isole. L’articolo di aprile definisce la Mauritania il principale cliente straniero delle Canarie, ma senza fornire la cifra. E nessuna delle fonti stima quanti posti di lavoro generi questo commercio.
L’incontro ha toccato anche il Senegal, dove nel 2025 la Spagna ha registrato il primo deficit commerciale a causa delle importazioni di petrolio greggio. Cohí ha ricordato che le relazioni commerciali spagnole con l’Africa si concentrano al nord, in particolare Marocco e Algeria. Per le isole, la scommessa è che il sud, fatto di Mauritania e Senegal, possa passare da vicino di casa a mercato regolare.

