Il Consiglio di governo delle Canarie ha approvato venerdì 30 ottobre 2026 il disegno di legge sulla biodiversità e sulle risorse naturali, preparato dalla Consejería de Transición Ecológica y Energía. Il testo passa ora al Parlamento regionale. Nella consultazione pubblica sulla bozza sono arrivate più di 2.000 osservazioni, e il governo dice di averne accolte molte perché miglioravano il testo.
Il disegno di legge vuole mettere in un solo quadro la tutela degli habitat, delle specie selvatiche e degli ecosistemi dell’arcipelago, che l’esecutivo descrive come uno dei territori con più biodiversità al mondo e con un alto numero di specie endemiche. Chiarisce i compiti di governo regionale, cabildos e comuni per evitare conflitti amministrativi, e crea un sistema di controlli, ispezioni e sanzioni che evita di punire due volte la stessa infrazione.
Tra le misure ci sono una migliore gestione degli spazi naturali e della rete europea Natura 2000, strumenti di informazione scientifica come BIOTA, RedVIGÍA e RedPROMAR, piani di recupero per le specie minacciate, norme contro l’inquinamento luminoso e la rete REDEXOS per controllare ed eliminare le specie esotiche invasive. Ecoturismo, ricerca ed educazione ambientale sono indicati come attività compatibili con la conservazione.
Una novità è il titolo VIII, dedicato alla biodiversità marina, agli ecosistemi costieri e alle risorse naturali del mare, sulla base dello Statuto di autonomia del 2018. Il disegno di legge si coordina anche con la riforma della Ley del Suelo, già in Parlamento: la legge sulla biodiversità tutela i valori naturali, mentre quella sul suolo mantiene il quadro per dichiarare, pianificare e gestire gli spazi protetti.
Sul piano delle procedure, il testo ritocca autorizzazioni e dichiarazioni responsabili (autocertificazioni con cui il titolare dichiara di rispettare i requisiti), rafforza le garanzie per i cittadini e il sostegno scientifico alle decisioni, e limita i poteri regolamentari troppo ampi. Gli obblighi economici dovranno essere fissati per legge.
Il punto più discusso riguarda le specie protette. Pochi giorni prima dell’approvazione il Consiglio consultivo delle Canarie ha avvertito, riferisce Canarias Ahora, che la bozza permetterebbe di modificare l’elenco delle specie protette senza passare dal Consiglio di governo: basterebbe un semplice ordine del consigliere all’Ambiente per inserire o togliere una specie. In pratica, la lista delle specie tutelate si potrebbe cambiare con un atto del solo assessore, senza un voto collegiale. Lo stesso organo aveva già criticato la versione precedente del testo per l’invasione di competenze statali, la tecnica legislativa debole e le norme sovrapposte. Il governo afferma di aver riavviato l’iter e rivisto il testo per rispondere a quei rilievi.
Resta da capire come il governo risponderà sul punto dell’elenco, perché i resoconti dell’approvazione non riportano una replica. Non sono state rese note le cifre delle sanzioni, né il numero di specie o l’estensione delle aree interessate. Anche la tempistica parlamentare non ha una data.
Per ora non cambia nulla per residenti e imprese: finché il Parlamento non approva la legge restano in vigore le regole attuali. Il governo ha detto che il dibattito coinvolgerà i gruppi politici, il mondo scientifico e le parti sociali, ed è lì che il testo potrà ancora cambiare.

