L’agenzia canaria per la ricerca, l’innovazione e la società dell’informazione (ACIISI) ha presentato venerdì 30 ottobre 2026 tre progetti strategici di ricerca e sviluppo selezionati nei Piani complementari, che mobilitano in totale 31.047.134 euro. L’ACIISI ne mette 13.525.441, tra fondi del Meccanismo per la ripresa e la resilienza (il programma europeo postpandemia) e risorse proprie delle Canarie. Con un calcolo della redazione, vuol dire circa 44 euro ogni 100 a carico dell’agenzia.
Il progetto più grande è il Canarias Geo Innovation Program 2030, affidato al Parque Tecnológico de Fuerteventura: 23 milioni di euro, di cui 10.660.944 dell’ACIISI, per 48 mesi. Vuole costruire un polo di innovazione attorno a tecnologie aerospaziali come le piattaforme pseudo-satellite ad alta quota (apparecchi che operano nella stratosfera e svolgono compiti da satellite a una quota più bassa) e i droni aerei e marini. Le applicazioni indicate sono l’osservazione della Terra con analisi intelligente dei dati, il monitoraggio degli spazi naturali e degli incendi forestali, la gestione adattiva delle risorse con il cambiamento climatico e una rete di infrastrutture digitali e centri di ricerca collegati.
Il secondo è il progetto sull’idrogeno verde, guidato da PLOCAN, la piattaforma oceanica delle Canarie: 6 milioni di euro, di cui 2.148.000 dell’ACIISI, sempre per 48 mesi, in coordinamento con altre comunità autonome e con il CSIC, il consiglio nazionale delle ricerche. L’obiettivo è produrre idrogeno verde a bassa temperatura dall’energia eolica offshore, per valutare fattibilità e ridurre costi e rischi, in linea con il Piano nazionale dell’idrogeno. L’idrogeno servirebbe anche all’industria e agli usi domestici tramite celle a combustibile, con impianti pilota e integrazione di sistemi commerciali.
Il terzo, ThinkInAzul, è il più piccolo: 2.047.134 euro, di cui 716.497 dell’ACIISI, per 48 mesi. Vi partecipano l’Istituto tecnologico delle Canarie (ITC), le università di La Laguna e di Las Palmas de Gran Canaria, PLOCAN e il CSIC-IEO, l’istituto oceanografico. Punta alla ricerca applicata e al trasferimento tecnologico in acquacoltura marina e biotecnologia blu: nuove specie, processi produttivi sostenibili, colli di bottiglia logistici e amministrativi, un piano strategico di sviluppo del settore e il monitoraggio dell’impatto ambientale per ridurre l’impronta di carbonio.
Tutti e tre i progetti durano 48 mesi, quindi vanno letti su un orizzonte di quattro anni, non di qualche mese. Il comunicato non riporta dichiarazioni di responsabili. Restano da chiarire alcuni aspetti: non sono state rese note le date di avvio dei 48 mesi, e non è stato precisato da dove arrivino i circa 17,5 milioni che non sono a carico dell’ACIISI. Mancano anche risultati attesi in cifre, come la potenza dell’impianto di idrogeno o il numero di specie da studiare.
Il comunicato non indica bandi collegati, quindi per ora non c’è nessuna domanda da presentare. Chi lavora in idrogeno, droni o acquacoltura trova nei soggetti capofila, PLOCAN, Parque Tecnológico de Fuerteventura e ITC, i referenti dei tre progetti.

