Il più anziano ha 80 anni. Il più giovane, due. Stanno entrambi per attraversare l’Atlantico a vela partendo da Las Palmas di Gran Canaria, con l’Atlantic Rally for Cruisers, che quest’anno arriva alla 41a partenza dall’isola.
Il Comune ha diffuso i numeri il 3 novembre: 203 barche iscritte su due percorsi, più di 1.051 persone a bordo. La regata è organizzata dal World Cruising Club, e per i velisti di crociera resta il modo più frequentato di passare l’oceano in compagnia.
Si parte in due turni. L’ARC+ salpa domenica 8 novembre con 79 barche da 23 paesi e 348 partecipanti: prima tappa a Mindelo, a Capo Verde, poi Grenada. L’ARC classica parte domenica 22 novembre verso Saint Lucia, con 124 barche da 33 paesi e 703 persone. Il traguardo a Saint Lucia chiude il 18 dicembre, la premiazione è il 19.
Sui numeri dell’ARC+ c’è una differenza da segnalare. Il comunicato municipale parla di 348 partecipanti e 23 paesi, mentre la cronaca della sfilata delle bandiere, ripresa da cita.news da La Provincia, riporta 352 velisti da 28 paesi. Probabilmente conta anche equipaggi o accompagnatori in modo diverso. Qui usiamo il dato ufficiale.
I britannici dominano in entrambe le flotte: 18 barche nell’ARC+ e 25 nell’ARC. Seguono Germania, Francia e Stati Uniti. La barca più grande è Sorceress, uno Southern Wind 96 di 31,41 metri. La più piccola dell’ARC è Simba, un Beneteau First 36.7 di 10,68 metri, meno di un terzo.
Per chi resta a terra ci sono due mattine da segnare. Domenica 8 novembre, partenza dell’ARC+ con linea di partenza alle 12:30 secondo l’organizzazione. Domenica 15 novembre, dopo la sfilata degli equipaggi, una regata di gommoni aperta al pubblico. Gli uffici dell’ARC al porto aprono il 10 novembre e il 15 è l’ultimo giorno utile per l’arrivo delle barche.
Il consigliere al Turismo e alla Città del Mare, Pedro Quevedo, ha incontrato martedì Paul Tetlow, direttore esecutivo del World Cruising Club, e Suzana Tetlow, direttrice della logistica. Turismo LPA ha aperto un punto informazioni al Muelle Deportivo e mette a disposizione un supporto che il Comune quantifica in oltre mille persone.
E l’impatto economico? Il Comune parla di marine, ristoranti e servizi nautici che lavorano di più, ma non fornisce cifre. Non abbiamo trovato una stima ufficiale aggiornata per il 2026. Basta però guardare il porto a metà novembre: equipaggi che comprano viveri, riparano vele, cenano fuori per settimane. Una parte di quell’economia si vede a occhio nudo.

