Canarie: ASCAV nega che il 90% delle case sono illegali

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L’Asociación Canaria del Alquiler Vacacional (Ascav) ha assicurato che “non è certo” che solo il 10% delle case turistiche che esistono in tutto l’Arcipelago delle Canarie sono legali. Il gruppo ha criticato in un comunicato “l’uso demagogico” dei dati rilasciati dalla recente relazione, su questa attività commissionata dal Governo regionale, aggiungendo che molte richieste sono in fase di elaborazione, il che non significa che si tratta di proprietà illegali.

ASCAV si riferisce, ad esempio, ai dati rilasciati dal Cabildo di Fuerteventura, secondo cui ci sono 279 licenze concesse e 1.500 in attesa.

Anche nel Cabildo de Tenerife “si accumulano” richieste che tardano di circa un anno, per la risoluzione, segnala l’associazione.

L’Associazione afferma inoltre che questi notevoli ritardi, sono anche causasti dall’accumulo di pratiche presso le amministrazioni.

Dal rapporto rilasciato dal Ejecutivo  si dimostra anche che, la quota di mercato della casa vacanza nelle isole Canarie è sceso del 1,71% in sette anni, mentre negli hotel e appartamenti, nel 2010 hanno alloggiato 8,3 milioni di turisti e nel 2016 sono stati 12,1 milioni.

Le relazioni rilevano, a loro volta, che 4.150.132  turisti scelgono l’ “all inclusive” e secondo l’associazione, che difende gli interessi dei proprietari e intermediari delle case vacanza, tutto questo può essere controproducente per le economie locali e le imprese canarie. In questo senso, ASCAV ritiene che la casa vacanze può aiutare a contrastare questi “effetti collaterali” causati da questa modalità di sistemazione alberghiera.

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