Dall’oceano al futuro: l’economia blu che sta trasformando le Canarie
Un arcipelago proiettato verso il futuro
Un arcipelago proiettato verso il futuro
Le acque cristalline delle Canarie, simbolo del turismo internazionale dell'arcipelago, affrontano una minaccia crescente: l'inquinamento causato da infrastrutture fognarie obsolete e insufficienti. Secondo le denunce di organizzazioni ambientaliste locali, numerose zone costiere dell'arcipelago soffrono di scarichi non adeguatamente depurati, particolarmente nelle aree ad alta pressione turistica.
Il 26 gennaio si celebra la Giornata Internazionale dell'Energia Pulita, istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della transizione energetica verso fonti rinnovabili. Questa ricorrenza rappresenta un momento cruciale per riflettere sul nostro rapporto con l'energia e sul ruolo fondamentale che le fonti pulite giocano nella lotta ai cambiamenti climatici.
Le Isole Canarie figurano tra i territori europei più vulnerabili all'innalzamento del livello del mare, secondo ricerche scientifiche pubblicate tra il 2022 e il 2025. Gli studi più recenti evidenziano rischi crescenti per le aree costiere, con potenziali conseguenze sulla popolazione, sulle infrastrutture e sull'economia locale.
L’arcipelago come laboratorio del futuro
Le piogge invernali nelle Isole Canarie rappresentano da sempre un momento di speranza per agricoltori, amministratori e cittadini. Dopo mesi di siccità, vedere i barrancos riempirsi e i bacini recuperare volume fa tirare un sospiro di sollievo. Ma quanto davvero cambia la situazione idrica dell'arcipelago dopo le precipitazioni stagionali? E soprattutto: bastano a risolvere il problema della scarsità d'acqua?
Il 2025 ha segnato un traguardo storico per le energie rinnovabili: le installazioni globali di energia solare ed eolica hanno superato gli 800 gigawatt, stabilendo un record assoluto e triplicando le implementazioni annuali rispetto al 2021.
Il Governo delle Canarie ha lanciato una strategia ambiziosa per trasformare l'arcipelago in un modello di turismo sostenibile entro il 2030. Il settore turistico ha già ridotto di oltre il 20% l'impronta di carbonio negli ultimi tre anni, con l'obiettivo di raggiungere una riduzione del 50% entro il 2030 attraverso l'implementazione di soluzioni di risparmio energetico, energie rinnovabili e limitazione del consumo di acqua e suolo.
Una trasformazione globale verso un futuro senza sprechi
L'Italia non è solo il paese della moda, del design e della buona cucina. Tra le eccellenze nazionali c'è un primato di cui si parla troppo poco, ma che potrebbe fare la differenza per il futuro del pianeta: è il paese più virtuoso d'Europa nell'economia circolare. Il sesto Rapporto sull'economia circolare in Italia 2024, realizzato dal Circular Economy Network in collaborazione con ENEA, certifica che il paese è primo tra le cinque maggiori economie europee per capacità di riciclo, efficienza nell'uso delle risorse e produttività. Un risultato che premia decenni di tradizione manifatturiera basata sul riuso e sull'ingegno nel trasformare gli scarti in valore.
Alle Canarie esiste un paradosso geografico. Mentre Tenerife sud e Playa del Inglés a Gran Canaria sono città-resort con milioni di turisti all'anno, a pochi chilometri di distanza ci sono isole dove devi prenotare settimane prima per poter mettere piede, dove il numero di visitatori giornalieri è rigidamente controllato, e dove l'idea di costruire un hotel provoca rivolte popolari. Isla de Lobos e La Graciosa sono gli esperimenti più avanzati delle Canarie per rispondere alla domanda che ossessiona ogni destinazione turistica del Mediterraneo: si può avere turismo senza distruzione?
Negli ultimi anni, gli ecosistemi marini stanno affrontando una crisi silenziosa ma di proporzioni storiche. Tra i casi più allarmanti emerge la drammatica scomparsa dei ricci di mare Diadema africanum nelle Isole Canarie, colpiti da una pandemia marina ancora in gran parte sconosciuta. Questo evento non rappresenta soltanto una minaccia per una singola specie, ma mette seriamente a rischio l’equilibrio ecologico delle barriere rocciose e dei reef, con potenziali conseguenze irreversibili.
Il 2025 verrà ricordato come un anno di svolta per la sostenibilità globale. Non perché la crisi climatica sia risolta, ma perché alcuni equilibri storici hanno iniziato a cambiare. Per la prima volta, le energie rinnovabili hanno superato il carbone nella produzione globale di elettricità, segnando un passaggio simbolico e concreto allo stesso tempo.
E se invece di comprare una lavatrice potessi semplicemente pagarla a rate mensili, con manutenzione inclusa e zero pensieri quando si rompe? Benvenuti nel mondo del Product-as-a-Service, il modello che sta rivoluzionando il nostro rapporto con gli oggetti di casa.
Negli ultimi anni, l’edilizia ha iniziato a cambiare pelle. Al centro di questa trasformazione c’è un approccio che privilegia l’ambiente, l’efficienza, il ciclo di vita e il benessere: un approccio che fa perno su materiali bio-based, tecnologie digitali e sistemi energetici rinnovabili.
L'upcycling si afferma come elemento chiave per un'economia rigenerativa. Questo processo innovativo trasforma i materiali di scarto in risorse di maggior valore, limitando drasticamente gli sprechi e favorendo approcci produttivi più etici e responsabili. Nelle Isole Canarie, questa filosofia si traduce in iniziative concrete e sistemiche che spaziano dal settore turistico all'agricoltura, dall'industria creativa all'energia rinnovabile, dimostrando in modo tangibile come l'economia circolare possa realmente innescare e sostenere uno sviluppo locale duraturo e inclusivo.
Le banane delle Isole Canarie – il Plátano de Canarias – rappresentano da oltre un secolo uno degli elementi economici e identitari più forti dell’arcipelago. La coltivazione su larga scala iniziò alla fine del XIX secolo, quando i porti franchi del 1852 resero più semplice esportare frutta tropicale. Prima il banano era diffuso solo a livello domestico, ma l’arrivo di compagnie britanniche negli anni Ottanta dell’Ottocento trasformò la pianta in una risorsa commerciale. Nel 1878 il mercante Peter S. Reid spedì verso l’Inghilterra il primo carico ufficiale, e negli anni successivi imprenditori come Alfred L. Jones e società come Fyffes Ltd. svilupparono un sistema di produzione e trasporto stabile, collegando regolarmente le Canarie ai porti britannici. Anche Henry Wolfson contribuì all’espansione delle piantagioni, che in pochi anni sostituirono prodotti tradizionali come la cochinilla, ponendo le basi di un settore che avrebbe segnato la storia agricola
Il respiro della vite vulcanica
Dove il vento incontra il sole, l'agricoltura sta diventando un laboratorio d'avanguardia per un nuovo modo di coltivare la terra: sostenibile, tecnologico e resiliente. In Europa e nel Mediterraneo, la produzione agricola non è più solo tradizione, ma sperimentazione continua tra energia rinnovabile, digitalizzazione e rispetto dei cicli naturali.
Alle Canarie, il mare non è solo orizzonte: è memoria, lavoro, devozione e comunità. La pesca artigianale ha forgiato un lessico quotidiano fatto di specie, stagioni, correnti e tecniche tramandate. In questo contesto nascono e operano le cofradías de pescadores, corporazioni di diritto pubblico che rappresentano i pescatori, ne tutelano gli interessi, fungono da ponte con le amministrazioni e coordinano iniziative economiche e sociali del settore. La Federación Regional de Cofradías de Pescadores de Canarias (FRCPC), istituita nel 2015, consolida questa rete di rappresentanza a livello insulare, promuovendo trasparenza, interlocuzione istituzionale e progetti condivisi.
Tra profumi di agrumi e il chiacchiericcio delle bancarelle, i mercati settimanali delle Isole Canarie sono una festa per i sensi e per l’anima. In queste isole dove il sole è una presenza costante e il clima varia da costa a montagna, ogni prodotto racconta una storia: quella della terra generosa e di chi la coltiva con dedizione. Visitare un mercato locale non è soltanto un modo per fare la spesa: è un’esperienza autentica, un incontro con la cultura quotidiana delle isole.
L’Unione Europea si trova oggi davanti a una sfida cruciale: coniugare sviluppo economico, transizione ecologica e coesione sociale. In questo contesto, gli appalti pubblici verdi stanno assumendo un ruolo sempre più strategico. Il Green Public Procurement, introdotto per orientare le scelte di acquisto delle amministrazioni verso beni e servizi a basso impatto ambientale, rappresenta uno strumento concreto per guidare la trasformazione sostenibile dell’economia europea.
Le Isole Canarie, grazie alla loro posizione geografica, al clima favorevole e alle caratteristiche insulari, stanno emergendo come un laboratorio vivente di innovazione climatica. L’arcipelago affronta sfide tipiche delle regioni isolate, come la dipendenza energetica e la limitata capacità di accumulo, ma al contempo ha l’opportunità di sperimentare soluzioni avanzate che possono diventare modelli per l’Europa e oltre.