Come il cambiamento climatico potrebbe ridisegnare i vigneti vulcanici delle Canarie

Come il cambiamento climatico potrebbe ridisegnare i vigneti vulcanici delle Canarie

Lanzarote è un laboratorio a cielo aperto dove il vino nasce dal paesaggio. Qui la viticoltura si aggrappa alla vita dentro grandi conche scavate nel terreno di lapilli, profonde fino a due metri, protette da muretti semicircolari che spezzano la forza del vento atlantico. Nel cuore dell’isola, tra le coltivazioni di malvasia vulcanica, vitigno autoctono e simbolo del territorio, si percepisce una bellezza aspra, un’idea di agricoltura che diventa gesto eroico. Questa pratica tradizionale non è soltanto spettacolo: è una risposta ingegnosa a condizioni estreme, capace di catturare umidità notturna, moderare l’evaporazione e riparare le piante in un ambiente altrimenti ostile. Il risultato è un vino come quello di Bodega Vulcano, nato da un equilibrio fragile e magnifico.

L’Atlantico del futuro parte dalle Canarie: il mese decisivo dell’eolico offshore galleggiante

L’Atlantico del futuro parte dalle Canarie: il mese decisivo dell’eolico offshore galleggiante

Luglio 2026 potrebbe rappresentare uno dei momenti più significativi degli ultimi anni per la Blue Economy europea. Mentre Bruxelles accelera l’attuazione del nuovo Patto Europeo per gli Oceani, le regioni ultraperiferiche dell’Unione, tra cui le Isole Canarie, si trovano sempre più al centro delle strategie energetiche e marittime del continente. In questo scenario, l’eolico offshore galleggiante emerge come uno dei settori destinati a influenzare maggiormente l’economia dell’arcipelago nel prossimo futuro.

Niente pesticidi, solo luce: i robot che curano i campi di notte stanno riscrivendo le regole dell'agricoltura

Niente pesticidi, solo luce: i robot che curano i campi di notte stanno riscrivendo le regole dell'agricoltura

C'è qualcosa di quasi cinematografico nell'immagine: macchine silenziose che scivolano tra le file di colture nel buio più profondo, non per seminare veleno, ma per sparare luce. Non è la trama di un film di fantascienza degli anni Ottanta. È quello che sta succedendo adesso, nei campi agricoli degli Stati Uniti, grazie al lavoro di una startup chiamata Trick Robotics, che sta portando avanti una delle scommesse tecnologiche più ambiziose degli ultimi anni nel settore agroalimentare.

Crescita delle energie rinnovabili nelle Isole Canarie

Crescita delle energie rinnovabili nelle Isole Canarie

Nel giugno 2026 la transizione energetica delle Canarie è ormai una realtà consolidata, ma i numeri pubblicati recentemente dall’Agenzia Spagnola per l’Energia (IDAE) e dall’Istituto Canario di Statistica (ISTAC) mostrano che il ritmo di sviluppo sta accelerando in modo significativo. Il rapporto “Renewable Power Outlook 2025‑2030” dell’IDAE, diffuso a marzo, indica che la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili è passata dal 38 % nel 2022 al 55 % nel 2025, grazie a un incremento di + 820 MW di capacità installata. Di questi, il 62 % proviene da impianti solari fotovoltaici, il 27 % da parchi eolici offshore e il 11 % da impianti di biomassa a ciclo chiuso, soprattutto nelle zone più rurali di Gran Canaria e Fuerteventura.

Erosione delle coste e protezione delle spiagge nelle Canarie

Erosione delle coste e protezione delle spiagge nelle Canarie

Le autorità canarie hanno confermato, con il rapporto “Coastal Change 2025” dell’Agenzia Spagnola per la Protezione Ambientale (APPA), che la perdita di sabbia lungo le coste dell’arcipelago è aumentata del 12 % negli ultimi cinque anni, passando da 1 850 milioni di metri cubi nel 2020 a 2 080 milioni nel 2025. La dinamica è alimentata da tre fattori principali: l’innalzamento del livello medio del mare (+ 4 mm anno – dati del Servizio Idrografico delle Isole Canarie), l’intensificazione di eventi di pioggia estremi registrati dal Centro Nazionale di Meteorologia (incremento del 18 % di precipitazioni superiori a 100 mm al mese) e la pressione antropica su dune e fronti marini, in particolare da parte di strutture turistiche e sport acquatici.

Mobilità internazionale e impatto ambientale nelle Canarie

Mobilità internazionale e impatto ambientale nelle Canarie

Il 2026 segna un punto di svolta per il rapporto tra mobilità internazionale e ambiente nell’arcipelago. I dati dell’Instituto Canario de Estadística (ISTAC) pubblicati a febbraio mostrano che gli arrivi totali di passeggeri aerei alle tre isole principali (Tenerife, Gran Canaria e Lanzarote) hanno superato i 23 milioni, un aumento del 12 % rispetto al 2022. Parallelamente, il Ministero dell’Ambiente spagnolo, nel suo bilancio “Emissioni di CO₂ nel settore dei trasporti” (edizione 2025), segnala che le emissioni attribuibili al traffico aereo verso le Canarie ammontano a 1,8 milioni di tonnellate, pari al 3,5 % del totale nazionale del settore.

Attività agroalimentare nelle Canarie: un motore di crescita, innovazione e identità

Attività agroalimentare nelle Canarie: un motore di crescita, innovazione e identità

Il settore agroalimentare delle Isole Canarie è oggi una delle colonne portanti dell’economia regionale, con un valore aggiunto che supera i 7 miliardi di euro nel 2025, secondo il “Report Economico Agro‑Canario 2025” dell’Istituto Canario di Statistica (ISTAT). Questo risultato è frutto di una combinazione di fattori: la diversità climatica che consente tre cicli agricoli all’anno, gli investimenti pubblici nel “Programma di Sviluppo Rurale 2022‑2027” (finanziato con € 48 milioni del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – FESR) e l’adozione di tecnologie di agricoltura di precisione, soprattutto nella coltivazione di banana, pomodoro e avocadi.

Gestione sostenibile del turismo alle Canarie: le nuove sfide dell’arcipelago

Gestione sostenibile del turismo alle Canarie: le nuove sfide dell’arcipelago

Nell’ultimo anno le autorità delle Isole Canarie hanno intensificato le misure per affrontare l’overtourism, un fenomeno che nel 2025 ha visto un picco del 23 percento di arrivi rispetto alla capacità di ricettività stimata dal Consiglio Insulare di Turismo (CIT). Il Piano di Regolazione del Turismo 2026‑2032, approvato dal Governo delle Canarie l’8 marzo 2026, prevede la limitazione dei flussi in zone critiche mediante un sistema di quote giornaliere collegato al “Tourist Capacity Index” (TCI), basato sui dati di occupazione alberghiera e pressione ambientale. Da aprile 2026 le municipalità di Playa de Las Américas e Puerto de La Cruz hanno introdotto l’“Access Pass” digitale, che assegna un numero limitato di ingressi giornalieri alle spiagge più affollate, riducendo le presenze del 18 percento durante le ore di punta, secondo l’Osservatorio del Turismo Sostenibile (OTS) dell’ISTAT.

Mobilità sostenibile 2026 alle Canarie: un nuovo volo per il turismo responsabile

Mobilità sostenibile 2026 alle Canarie: un nuovo volo per il turismo responsabile

Le Isole Canarie, da sempre meta di viaggiatori in cerca di sole, mare e paesaggi vulcanici, stanno vivendo una vera e propria rivoluzione verde. Nel 2026 la mobilità sostenibile è passata dall’essere un “progetto pilota” a diventare il cardine della vita quotidiana e dell’offerta turistica dell’arcipelago. Ecco come la trasformazione sta ridisegnando le esperienze dei visitatori e potenziando l’appeal della regione a livello globale.

Sole e terra insieme: l'agrivoltaico alle Canarie entra nella fase operativa

Sole e terra insieme: l'agrivoltaico alle Canarie entra nella fase operativa

Aprile 2026. Le Isole Canarie sono nel pieno di una transizione energetica che negli ultimi anni ha accelerato oltre ogni previsione. Nel 2024 l'arcipelago ha toccato il suo massimo storico: il 21,2% del mix energetico prodotto da fonti rinnovabili, con una crescita del 7,1% rispetto all'anno precedente. El Hierro, la più piccola dell'arcipelago, ha raggiunto l'autosufficienza energetica grazie a eolico, idroelettrico e fotovoltaico. La Gomera aveva già fatto lo stesso nel 2020. Gran Canaria e Tenerife guidano la transizione su scala maggiore.

Il sole come risorsa strategica

Il sole come risorsa strategica

La transizione energetica è spesso raccontata come una necessità ambientale, legata alla riduzione delle emissioni e al contrasto del cambiamento climatico. In realtà, si tratta anche di una trasformazione economica e politica di ampia portata. Ridurre la dipendenza dai combustibili fossili significa aumentare l’autonomia energetica, limitare l’esposizione alle crisi geopolitiche e ridefinire i rapporti di potere tra territori e risorse. In questo senso, la transizione energetica è strettamente connessa alle strategie di sicurezza promosse dall’Unione Europea, soprattutto dopo le recenti instabilità dei mercati energetici.

Canarie a tavola: sapori nati tra vulcani e oceano

Canarie a tavola: sapori nati tra vulcani e oceano

Nelle Isole Canarie la cucina racconta la storia di un arcipelago che ha sempre vissuto all'incrocio di mondi. Gli ingredienti sono spesso semplici, ma dietro ogni piatto c'è una stratificazione di influenze che viene dai Guanci, dagli spagnoli, dall'Africa e dall'America Latina. Il risultato è una gastronomia sorprendentemente ricca.

Alimentazione mediterranea, clima mite e vita attiva: perché le Canarie rappresentano un caso interessante

Alimentazione mediterranea, clima mite e vita attiva: perché le Canarie rappresentano un caso interessante

Quando si parla di dieta mediterranea, il punto centrale non è soltanto l’elenco degli alimenti, ma il fatto che si tratti di un modello complessivo di salute. AIRC, in un approfondimento aggiornato nel 2025 sulle prime linee guida dedicate alla dieta mediterranea, spiega che questo schema alimentare è tra i più studiati per i suoi effetti protettivi sulle malattie croniche, incluse alcune patologie cardiovascolari e alcuni tumori. La sua forza sta nella prevalenza di alimenti vegetali, legumi, cereali, frutta, verdura, olio extravergine d’oliva, con un ruolo importante anche del pesce e un consumo più moderato di altri prodotti animali.

Trattato ONU sulla plastica: perché i negoziati di Ginevra sono a un punto critico

Trattato ONU sulla plastica: perché i negoziati di Ginevra sono a un punto critico

Nel marzo 2022 la comunità internazionale aveva lanciato un segnale forte: 175 Paesi, riuniti all’Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente, avevano approvato una risoluzione storica per negoziare un trattato globale giuridicamente vincolante contro l’inquinamento da plastica. L’obiettivo era ambizioso e chiaro: intervenire sull’intero ciclo di vita della plastica, dalla produzione allo smaltimento, affrontando una delle emergenze ambientali più urgenti del nostro tempo.

Biodiversità in pericolo: cause, conseguenze e perché agire ora per il pianeta

Biodiversità in pericolo: cause, conseguenze e perché agire ora per il pianeta

Immaginate un mondo senza le api. Niente fiori impollinati, niente frutti sugli alberi, scaffali dei supermercati sempre più vuoti. Sembra un’ipotesi fantascientifica, eppure è una delle proiezioni concrete che gli scienziati prendono in considerazione se l’attuale tasso di estinzione delle specie non viene arrestato. La perdita di biodiversità non è un problema astratto che riguarda qualche specie esotica lontana: è una crisi silenziosa che sta erodendo le fondamenta stesse su cui si regge la civiltà umana.

Cambiamento climatico e Accordo di Parigi: cosa sta funzionando, cosa manca e cosa cambia dopo COP28

Cambiamento climatico e Accordo di Parigi: cosa sta funzionando, cosa manca e cosa cambia dopo COP28

L’Accordo di Parigi del 2015 è ancora la cornice centrale della cooperazione internazionale sul clima, perché ha fissato un obiettivo condiviso e misurabile: mantenere l’aumento delle temperature ben sotto i 2°C e cercare di limitare il riscaldamento a 1,5°C. Il punto decisivo, però, è che l’accordo non “funziona da solo”: si regge su contributi nazionali (NDC) che ogni Paese aggiorna nel tempo, e la differenza tra promesse e risultati dipende dalla politica interna, dagli investimenti e dalla capacità di trasformare i sistemi energetici, industriali e agricoli.

Fenomeni climatici estremi Europa: allerta meteo e adattamento

Fenomeni climatici estremi Europa: allerta meteo e adattamento

L'Europa sta vivendo una trasformazione climatica senza precedenti. Il 2025 ha confermato un trend allarmante: per il secondo anno consecutivo, le temperature nel continente hanno superato di 2,4°C i livelli preindustriali, consolidando un pattern che vede l'Europa riscaldarsi più rapidamente della media globale. Questi numeri non sono astrazioni statistiche, ma si traducono in eventi concreti che stanno modificando profondamente la vita di milioni di cittadini europei.