L'economia delle esperienze: quando i ricordi valgono più degli oggetti

L'economia delle esperienze: quando i ricordi valgono più degli oggetti

C'è qualcosa di silenzioso ma profondo che sta cambiando nel modo in cui le persone decidono come spendere i propri soldi. Non si tratta di una crisi economica, né di una moda passeggera. È una trasformazione culturale che ha radici nei valori, nell'identità e, sempre più, nel rapporto con il digitale. La Generazione Z sta riscrivendo le regole del consumo, e i mercati farebbero bene ad ascoltare.

Il futuro dei mercati si gioca adesso: corporate bond, tech selettiva e paesi emergenti nella nuova mappa degli investimenti

Il futuro dei mercati si gioca adesso: corporate bond, tech selettiva e paesi emergenti nella nuova mappa degli investimenti

C'è una mappa che sta cambiando forma sotto i piedi degli investitori, e chi la legge con anticipo può ancora trovarsi nel posto giusto. Il quadro macroeconomico globale del 2026 è apparentemente contraddittorio: crescita solida, mercato del lavoro robusto, consumi forti. Eppure sotto la superficie ribollono tensioni che chi gestisce portafogli non può ignorare. Il rischio principale ha un nome preciso: la riaccelerazione dell'inflazione, alimentata non tanto da shock esterni quanto dall'incapacità strutturale dei governi di contenere la spesa pubblica.

Shrinkflation: quando il prezzo resta uguale ma il prodotto scompare poco alla volta

Shrinkflation: quando il prezzo resta uguale ma il prodotto scompare poco alla volta

C’è un termine che negli ultimi anni è entrato con sempre maggiore frequenza nel vocabolario economico europeo: shrinkflation. Una parola inglese che nasce dall’unione di “shrink”, restringere, e “inflation”, inflazione. Tradotto in modo semplice, significa pagare lo stesso prezzo per ricevere una quantità inferiore di prodotto.

degli affitti turistici sul mercato immobiliare delle Isole Canarie

degli affitti turistici sul mercato immobiliare delle Isole Canarie

Nel giugno 2026 i dati raccolti dal Ministero dell’Unità di Politica Abitativa (MUPA) e dall’Istituto Canario di Statistica (ISTAC) evidenziano una trasformazione strutturale del mercato immobiliare locale dovuta alla diffusione degli affitti turistici a breve termine. Il “Rapporto annuale sul turismo residenziale” dell’ISTAC, pubblicato a marzo, registra 24 800 unità abitative registrate come destinazioni per turismo “Airbnb‑type” nel 2025, con un incremento del 34 % rispetto al 2022. Questa crescita ha comportato un aumento medio del prezzo di vendita delle abitazioni del 21 % – da 220 000 euro a 267 000 euro – nell’intervallo temporale 2022‑2025, secondo le statistiche dell’Associazione Nazionale dei Mediatori Immobiliari (ANMI).

Perché tanti professionisti scelgono le Canarie invece delle grandi città

Perché tanti professionisti scelgono le Canarie invece delle grandi città

Il 2026 segna un punto di svolta per la mobilità professionale in Europa. Secondo il rapporto trimestrale dell’Istituto Canario di Statistica (ISTAC) pubblicato a febbraio, 13 200 lavoratori qualificati hanno aderito al regime “Non‑habitual resident” (NHR) nelle Isole Canarie, registrando un aumento del 38 % rispetto al 2022. Il Ministero del Turismo, nei dati di aprile, indica che il 46 % di questi professionisti proviene da paesi con costi abitativi elevati – Germania, Regno Unito, Paesi‑Bassi – e che il loro reddito medio annuo supera i 55 000 euro, quasi il 20 % in più rispetto ai dipendenti con lo stesso profilo a Parigi o Londra.

  Chi guadagna e chi perde dall’arrivo dei remote worker nelle Canarie

Chi guadagna e chi perde dall’arrivo dei remote worker nelle Canarie

Il flusso crescente di professionisti che lavorano a distanza sta trasformando in profondità l’economia delle Isole Canarie. Il rapporto trimestrale dell’Istituto Canario di Statistica (ISTAC) pubblicato a febbraio 2026 registra 13 800 remote worker iscritti al regime “Non‑habitual resident”, una crescita del 37 % rispetto al 2022. Questi nuovi residenti iniettano nella regione più di 1,2 miliardi di euro all’anno, ma la loro presenza crea anche effetti di pressione su settori tradizionali.

Quanto spendono realmente i nomadi digitali nelle Canarie?

Quanto spendono realmente i nomadi digitali nelle Canarie?

Il 2026 segna il primo anno in cui le autorità canarie hanno pubblicato dati puntuali sui consumi dei nomadi digitali, una categoria che negli ultimi cinque anni è passata da curiosità turistica a vero volano economico. Il rapporto trimestrale dell’Istituto Canario di Statistica (ISTAC) su “Spesa media dei residenti non‑abituali” (edizione aprile 2026) indica che i 13 200 titolari del regime fiscale “Non‑habitual resident” (NHR) hanno una spesa mensile media di €2 820, ovvero 33 % in più rispetto ai residenti tradizionali (€2 119).

L’oro ai massimi storici: perché gli investitori non smettono di comprarlo

L’oro ai massimi storici: perché gli investitori non smettono di comprarlo

Il prezzo dell’oro ha registrato negli ultimi tre anni una crescita senza precedenti, passando da meno di 1 800 USD l’oncia all’inizio del 2022 a un picco di circa 5 300 USD a gennaio scorso. Dopo una breve flessione dovuta alla guerra in Iran – dove l’aumento del petrolio ha suscitato timori di inflazione e di rialzo dei tassi – il metallo si è stabilizzato tra 4 600 e 4 700 USD, ancora molto sopra i livelli pre‑rally.

Canarie: il paradiso europeo per chi lavora online

Canarie: il paradiso europeo per chi lavora online

Nel marzo 2026 il governo delle Isole Canarie ha pubblicato il “Digital Nomad Strategy 2026‑2032”, un documento di policy redatto dall’Unità Economica di Turismologia (UET) e co‑finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). L’obiettivo è trasformare l’arcipelago in un hub per professionisti che svolgono attività remote, sfruttando le eccellenti infrastrutture di rete, il clima mite tutto l’anno e i vantaggi fiscali introdotti con il “Regime dei Persone fisiche non residenti” (NHR) aggiornato a gennaio 2026. Il piano prevede investimenti per € 45 milioni in centri di coworking certificati, 30 nuove pratiche di “Smart‑Work Zones” e un pacchetto di agevolazioni fiscali che prevedono un’imposta sul reddito del 15 percento per i primi cinque anni di attività svolta sul territorio, a patto di mantenere un minimo di € 30 000 di spesa mensile in servizi locali.

Ritorno alla normalità? I mercati globali e le Isole Canarie

Ritorno alla normalità? I mercati globali e le Isole Canarie

I prezzi del petrolio si sono di nuovo stabilizzati sopra i 105 dollari al barile, ma la volatilità rimane alta e la tensione geopolitica in Medio Oriente non si è placata. Nonostante ciò, le azioni e le obbligazioni societarie continuano a mantenere una sorprendente tenuta, un segnale di fiducia che si incide anche sul turismo e sull’industria energetica delle Canarie. Un prezzo del greggio più stabile riduce la pressione sui costi di rifornimento degli aerei e delle navi che collegano l’arcipelago, contribuendo a contenere i costi dei voli e dei traghetti, elementi fondamentali per la competitività dell’offerta turistica. Parallelamente, gli spread di credito tornati a livelli pre‑conflitto indicano che le imprese canarie, in particolare quelle legate all’ospitalità e alla logistica, possono continuare a finanziare investimenti senza un eccessivo rincaro dei prestiti.

Inflazione ostinata e tassi alti: cosa cambia per chi vive e investe alle Canarie

Inflazione ostinata e tassi alti: cosa cambia per chi vive e investe alle Canarie

Chi ha scelto le Canarie come seconda casa, chi vi abita tutto l'anno e chi ci lavora nell'immobiliare o nel turismo farebbe bene ad alzare lo sguardo dal Teide e guardare cosa sta succedendo sui mercati globali. Il quadro che emerge dall'ultimo bollettino settimanale del BlackRock Investment Institute, pubblicato il 27 aprile 2026, non è drammatico, ma è abbastanza chiaro da meritare attenzione: l'inflazione non sta cedendo, i tassi resteranno alti più a lungo del previsto, e l'Europa è quella che rischia di pagare il conto più salato.

Oltre il conflitto: perché la crisi con l'Iran rivela fratture più profonde nell'economia globale

Oltre il conflitto: perché la crisi con l'Iran rivela fratture più profonde nell'economia globale

Si fa presto a dire shock geopolitico. Ogni volta che una crisi internazionale irrompe sui mercati, il riflesso immediato è quello di misurarne la durata attesa, stimare il danno economico nell'ipotesi migliore e peggiore, e poi aspettare che passi. Ma c'è un tipo di analisi diverso, meno istintivo e forse più utile, che non si chiede solo quanto durerà la crisi con l'Iran, ma come quella crisi si inserisce in una traiettoria già segnata. È l'approccio che Sonal Desai, responsabile del reddito fisso di Franklin Templeton, porta sul tavolo, e il risultato è una lettura che va ben oltre il prezzo del petrolio.

Quando Londra trema, le Canarie sentono il contraccolpo

Quando Londra trema, le Canarie sentono il contraccolpo

C'è un indicatore finanziario che pochi residenti delle Canarie conoscono per nome, ma che molti conoscono per effetto: il rendimento del gilt britannico a dieci anni. Non è una metafora. È il tasso a cui il governo del Regno Unito si indebita sul mercato, e la sua oscillazione racconta molto su quanto denaro i turisti inglesi avranno in tasca la prossima estate, su quanto costerà il mutuo di chi ha acquistato casa a Tenerife o Gran Canaria, e su quanto sia solida la domanda che tiene in piedi una parte consistente dell'economia dell'arcipelago.

Il dollaro, la geopolitica e l'intelligenza artificiale: le tre forze che muovono il mondo emergente e gli insegnamenti che ne derivano per le Canarie

Il dollaro, la geopolitica e l'intelligenza artificiale: le tre forze che muovono il mondo emergente e gli insegnamenti che ne derivano per le Canarie

In un mondo sconvolto dalla guerra in Medio Oriente, dalla volatilità dei mercati energetici e dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale, i grandi gestori di investimenti stanno riposizionando i propri portafogli con una logica che va ben oltre i mercati finanziari. L'analisi di Ygal Sebban, Investment Director e responsabile del team azionario dei mercati emergenti di GAM, offre una lettura del momento globale che, vista dalle Isole Canarie, risulta al tempo stesso istruttiva e ricca di risonanze locali.

Tassi di interesse mondiali: che cosa significano per le ipoteche e i crediti dei canari?

Tassi di interesse mondiali: che cosa significano per le ipoteche e i crediti dei canari?

Poche decisioni economiche influenzano tanto la vita quotidiana di una famiglia delle Canarie quanto il livello dei tassi di interesse. Da essi dipendono l’importo della rata mensile di un mutuo, il costo del finanziamento per l’acquisto di un’auto o la ristrutturazione di una casa, e il prezzo delle linee di credito per le piccole imprese. Per questo motivo, quando i grandi gestori di investimento internazionali pubblicano le proprie previsioni sui tassi, è opportuno prestarvi attenzione.

Cosa sono i chaebol coreani e perché dovrebbero interessare alle Canarie?

Cosa sono i chaebol coreani e perché dovrebbero interessare alle Canarie?

Quando un turista tedesco si sdraia davanti al televisore della sua camera d’albergo a Maspalomas, o quando un resort di Lanzarote installa nuovi elettrodomestici nella sua cucina industriale, è molto probabile che dietro a quei prodotti ci sia una società coreana. Marchi come Samsung o LG sono presenti nella vita quotidiana delle Isole Canarie, sebbene pochi sappiano che questi nomi rappresentano solo la punta dell’iceberg di un sistema imprenditoriale unico al mondo: i chaebol.

Inflazione Eurozona al 2,5% a marzo: energia in fuga, ma effetti secondari in agguato

Inflazione Eurozona al 2,5% a marzo: energia in fuga, ma effetti secondari in agguato

L'inflazione nell'Eurozona ha accelerato a marzo, toccando il 2,5% su base annua, un balzo significativo spinto soprattutto dai prezzi dell'energia che hanno schizzato del 4,9%. Immaginate pompe di benzina e distributori diesel con rincari a doppia cifra in molti Paesi: un pieno che brucia il portafoglio più del solito. Eppure, non tutto è cupo. I prezzi alimentari hanno frenato la corsa, calando al 2,4%, mentre l'inflazione core – quella che esclude i volatili energia e cibo – è scivolata dal 2,4% di febbraio al 2,3%. Un freno parziale che contiene, per ora, la pressione complessiva sul costo della vita.

Perché le infrastrutture restano solide nonostante le pressioni inflazionistiche dal Medio Oriente

Perché le infrastrutture restano solide nonostante le pressioni inflazionistiche dal Medio Oriente

L’escalation delle tensioni militari con l’Iran ha provocato interruzioni nelle forniture di importanti mercati energetici e delle materie prime, tra cui petrolio, gas naturale liquefatto (GNL) e altre risorse critiche che transitano attraverso il Medio Oriente. Questo ha contribuito a rinnovate pressioni inflazionistiche a livello globale, poiché i costi più elevati dell’energia, del trasporto e degli input produttivi si propagano lungo le catene di approvvigionamento. In questo contesto, gli asset infrastrutturali continuano a dimostrarsi resilienti perché molti operano all’interno di quadri normativi o strutture contrattuali di lungo periodo che consentono di trasferire nel tempo, agli utenti finali, gli aumenti dei costi e dell’inflazione. Di conseguenza, sebbene tassi d’interesse più elevati e maggiore volatilità macroeconomica possano generare pressioni sulle valutazioni nel breve termine, le caratteristiche dei cash flow degli asset infrastrutturali offrono una…

Mercati tra tensioni e negoziati USA-Iran

Mercati tra tensioni e negoziati USA-Iran

Le negoziazioni tra Stati Uniti e Iran sono iniziate, con la mediazione del Pakistan e il supporto di Egitto e Turchia, sebbene restino incerte le dinamiche di eventuali incontri diretti e il coinvolgimento dei principali rappresentanti. Il processo di negoziazione è alimentato principalmente dall’aumento dei costi politici ed economici del conflitto per l’amministrazione americana, elemento che rende quindi più probabile un processo di negoziazione. Anche per l’Iran il rischio economico legato alla perdita di esportazioni petrolifere e di eventuali maggiori sanzioni renderebbe la situazione interna molto volatile e probabilmente insostenibile.