Las Palmas de Gran Canaria, decima al mondo per lavorare in remoto: cosa significa vivere da nomade digitale sull'isola

Las Palmas de Gran Canaria, decima al mondo per lavorare in remoto: cosa significa vivere da nomade digitale sull'isola

Un caffè con vista sull'Atlantico, il wifi che regge una videochiamata senza interruzioni, e un aereo che in poche ore riporta a Milano, Berlino o Londra: è questo il mix che, secondo uno studio pubblicato lo scorso 1° luglio, ha fatto guadagnare a Las Palmas de Gran Canaria il decimo posto in un'inedita classifica mondiale delle migliori città per il lavoro da remoto durante l'estate.

Il mare che vale il 2,9% del PIL: l'economia blu canaria non è più una promessa

Il mare che vale il 2,9% del PIL: l'economia blu canaria non è più una promessa

Per anni si è parlato dell'economia blu delle Canarie come di un potenziale ancora da esprimere. I dati diffusi il 29 maggio dal Governo canario, basati su un rapporto dell'ISTAC (Istituto Canario di Statistica) che analizza il periodo 2018-2024, raccontano ora una storia diversa: nel 2024 questo settore ha generato 1.690 milioni di euro di valore aggiunto lordo, pari al 2,9% del PIL dell'arcipelago, con una crescita del 10,4% rispetto al 2023.

Vivere e lavorare da remoto alle Canarie: la community dei nomadi digitali continua a crescere

Vivere e lavorare da remoto alle Canarie: la community dei nomadi digitali continua a crescere

Le Isole Canarie si confermano tra le mete più ambite d'Europa per chi lavora da remoto, e il 2026 sta portando una nuova fase di maturità a un fenomeno che ormai da anni cambia il volto di quartieri e municipi dell'arcipelago. A Tenerife e Gran Canaria la rete di spazi di coworking e coliving si è ormai consolidata: solo a Gran Canaria si contano attorno alla cinquantina di spazi di coworking, con Las Palmas che si è affermata come hub urbano di riferimento, mentre Tenerife punta su un mix di natura, spiagge e foreste che attira un profilo di nomade digitale più orientato al equilibrio vita-lavoro.

L'economia delle Canarie accelera: disoccupazione ai minimi e PIL sopra la media spagnola

L'economia delle Canarie accelera: disoccupazione ai minimi e PIL sopra la media spagnola

Le Canarie chiudono la prima metà del 2026 con alcuni dei migliori dati economici degli ultimi anni. Secondo le cifre del Ministero del Lavoro diffuse il 2 luglio, a giugno l'arcipelago contava 142.409 persone disoccupate, il 1,51% in meno rispetto a maggio (2.189 disoccupati in meno) e il 5,50% in meno rispetto a giugno 2025, ovvero 8.295 persone in meno nel confronto annuale. Per provincia, Las Palmas ha chiuso il mese con 73.550 disoccupati (-1,21% mensile, -6,61% annuale), mentre Santa Cruz de Tenerife ne registrava 68.859 (-1,84% mensile, -4,30% annuale). Il calo ha coinvolto tutti i settori: agricoltura, industria, edilizia e soprattutto i servizi, che con 112.757 disoccupati restano il comparto più esposto ma anche quello che ha contribuito di più alla diminuzione, con 1.826 persone in meno solo nell'ultimo mese.

Le Canarie accelerano sulle startup: quasi 4 imprese nate per ognuna chiusa, e a ottobre torna Canarias Destino Startup

Le Canarie accelerano sulle startup: quasi 4 imprese nate per ognuna chiusa, e a ottobre torna Canarias Destino Startup

Nei primi cinque mesi del 2026 le Isole Canarie hanno visto nascere 2.074 nuove società mercantili, il miglior dato per questo periodo negli ultimi anni: un incremento del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2025 e dell'8,5% rispetto al 2024. Ancora più significativo il rapporto tra nascite e chiusure d'impresa: quasi quattro nuove aziende si registrano per ognuna che cessa l'attività, un segnale che gli osservatori economici dell'arcipelago leggono come prova di una maggiore maturità del tessuto imprenditoriale locale, non più concentrato solo sul turismo.

Canarie, la scommessa vincente delle nuove imprese: quattro nascono per ogni fallimento

Canarie, la scommessa vincente delle nuove imprese: quattro nascono per ogni fallimento

Mentre il dibattito pubblico alle Canarie si concentra spesso su turismo e sostenibilità, un altro dato sta emergendo con forza: l'arcipelago vive una fase di espansione imprenditoriale che pochi si aspettavano. Nei primi cinque mesi del 2026 sono state costituite 2.074 nuove società mercantili nelle isole, un numero che supera sia le 2.016 registrate nello stesso periodo del 2025 sia le 1.912 del 2024. Il rapporto tra nascite e chiusure di imprese è ormai di quasi quattro a uno: per ogni azienda che cessa l'attività, quasi quattro ne nascono.

Canarie, l'abitare che soffoca: affitti +143% in tredici anni

Canarie, l'abitare che soffoca: affitti +143% in tredici anni

Un rapporto dell'Osservatorio dei Diritti Sociali delle Canarie (ODESOCAN), diffuso a fine giugno, mette nero su bianco quello che residenti e associazioni denunciano da anni: l'accesso alla casa alle Canarie è diventato, per larghe fasce della popolazione, quasi impossibile. Il documento analizza il periodo 2013-2026 incrociando dati su affitto, compravendita, case vacanza, grandi proprietari e vivienda protegida (l'equivalente canario dell'edilizia popolare).

Las Palmas, la capitale silenziosa dei nomadi digitali

Las Palmas, la capitale silenziosa dei nomadi digitali

Mentre Promotur Turismo de Canarias prepara il lancio, a settembre, della nuova campagna per attrarre lavoratori da remoto dal Nord Europa, a Las Palmas de Gran Canaria la comunità dei nomadi digitali esiste già, ed è probabilmente la più consolidata di tutto l'arcipelago. Non si tratta di un fenomeno annunciato per il futuro, ma di una rete quotidiana fatta di spazi di coworking, gruppi Slack, meetup ed eventi che vanno avanti da anni, ben prima di qualsiasi campagna pubblicitaria.

Acqua dolce dalle onde: la scommessa canaria per battere la sete

Acqua dolce dalle onde: la scommessa canaria per battere la sete

Alle Canarie l'acqua è da sempre una questione di sopravvivenza. In un arcipelago dove la siccità è strutturale e la desalazione consuma enormi quantità di energia, un progetto europeo prova a rovesciare il problema: e se fosse il mare stesso, con la forza delle sue onde, a produrre l'acqua potabile di cui le isole hanno bisogno?

Visado nómada digital 2026: regole più severe in Spagna, ma le Canarie restano una calamita per i remote worker

Visado nómada digital 2026: regole più severe in Spagna, ma le Canarie restano una calamita per i remote worker

Chi lavora da remoto e sogna di trasferirsi alle Canarie nel 2026 deve fare i conti con un visado nómada digital più rigoroso rispetto agli anni scorsi. Il visto, riservato ai cittadini extra-UE, extra-SEE e non svizzeri, resta aperto sia ai dipendenti autorizzati dalla propria azienda a lavorare da remoto sia ai liberi professionisti che offrono servizi a clienti fuori dalla Spagna, a condizione di poter dimostrare una laurea o almeno tre anni di esperienza professionale comprovata nel proprio settore.

Le Canarie battono ogni record: 61.260 contratti estivi, il doppio della media spagnola

Le Canarie battono ogni record: 61.260 contratti estivi, il doppio della media spagnola

Mentre l'estate 2026 entra nel vivo, i dati sul mercato del lavoro confermano quello che negli ultimi mesi era già nell'aria: le Isole Canarie stanno vivendo una delle campagne estive più intense degli ultimi anni. Tra giugno e agosto sono stati registrati 61.260 nuovi contratti, con una crescita del 19% rispetto allo stesso periodo del 2025 — un ritmo che raddoppia abbondantemente la media nazionale spagnola, ferma a un comunque solido +12%. Tra le regioni spagnole, l'arcipelago si posiziona al secondo posto per crescita relativa, superato solo da Castilla-La Mancha (+26%), ma primo per rilevanza assoluta del settore turistico sull'economia locale.

Blue Economy: luglio 2026 può essere il mese della svolta per i porti delle Canarie

Blue Economy: luglio 2026 può essere il mese della svolta per i porti delle Canarie

Per molti visitatori i porti delle Canarie rappresentano semplicemente il punto di arrivo di una nave da crociera o il luogo da cui partire per un'escursione nell'Atlantico. In realtà, dietro queste infrastrutture si sta sviluppando una trasformazione destinata a incidere profondamente sul futuro economico dell'arcipelago. La Blue Economy, l'economia legata al mare e alle sue risorse, è oggi uno dei principali pilastri delle strategie europee e regionali, e il prossimo luglio 2026 potrebbe segnare una fase decisiva per diversi progetti destinati a cambiare il volto dei porti canari.

Luglio 2026, il mare torna protagonista: perché la Blue Economy può cambiare il futuro delle Canarie

Luglio 2026, il mare torna protagonista: perché la Blue Economy può cambiare il futuro delle Canarie

Con l'arrivo di luglio, il mare non sarà soltanto il cuore della stagione turistica delle Isole Canarie. Potrebbe diventare anche il principale motore di una nuova fase economica che guarda all'innovazione, alla sostenibilità e alla valorizzazione delle risorse marine. È questa la direzione indicata dalla Commissione Europea attraverso il nuovo European Ocean Pact e confermata dall'ultimo EU Blue Economy Report, documenti che delineano una strategia destinata a incidere sempre più concretamente sulle regioni insulari e ultraperiferiche dell'Unione.

Lavoro remoto, nuova economia: i settori che crescono nell'era del lavoro da ovunque

Lavoro remoto, nuova economia: i settori che crescono nell'era del lavoro da ovunque

C'è una geografia nuova che sta ridisegnando l'economia globale. Non si tratta di confini fisici, né di distanze tra capitali o poli industriali. È la geografia del lavoro remoto, quella rete invisibile che collega professionisti di tutto il mondo e che ha smesso di essere un'eccezione per diventare una struttura portante del mercato del lavoro. A fine giugno 2026, i dati confermano che questa trasformazione genera crescita reale in settori precisi, con effetti misurabili anche sulle Isole Canarie.

L'economia delle esperienze: quando i ricordi valgono più degli oggetti

L'economia delle esperienze: quando i ricordi valgono più degli oggetti

C'è qualcosa di silenzioso ma profondo che sta cambiando nel modo in cui le persone decidono come spendere i propri soldi. Non si tratta di una crisi economica, né di una moda passeggera. È una trasformazione culturale che ha radici nei valori, nell'identità e, sempre più, nel rapporto con il digitale. La Generazione Z sta riscrivendo le regole del consumo, e i mercati farebbero bene ad ascoltare.

Il futuro dei mercati si gioca adesso: corporate bond, tech selettiva e paesi emergenti nella nuova mappa degli investimenti

Il futuro dei mercati si gioca adesso: corporate bond, tech selettiva e paesi emergenti nella nuova mappa degli investimenti

C'è una mappa che sta cambiando forma sotto i piedi degli investitori, e chi la legge con anticipo può ancora trovarsi nel posto giusto. Il quadro macroeconomico globale del 2026 è apparentemente contraddittorio: crescita solida, mercato del lavoro robusto, consumi forti. Eppure sotto la superficie ribollono tensioni che chi gestisce portafogli non può ignorare. Il rischio principale ha un nome preciso: la riaccelerazione dell'inflazione, alimentata non tanto da shock esterni quanto dall'incapacità strutturale dei governi di contenere la spesa pubblica.

Shrinkflation: quando il prezzo resta uguale ma il prodotto scompare poco alla volta

Shrinkflation: quando il prezzo resta uguale ma il prodotto scompare poco alla volta

C’è un termine che negli ultimi anni è entrato con sempre maggiore frequenza nel vocabolario economico europeo: shrinkflation. Una parola inglese che nasce dall’unione di “shrink”, restringere, e “inflation”, inflazione. Tradotto in modo semplice, significa pagare lo stesso prezzo per ricevere una quantità inferiore di prodotto.

degli affitti turistici sul mercato immobiliare delle Isole Canarie

degli affitti turistici sul mercato immobiliare delle Isole Canarie

Nel giugno 2026 i dati raccolti dal Ministero dell’Unità di Politica Abitativa (MUPA) e dall’Istituto Canario di Statistica (ISTAC) evidenziano una trasformazione strutturale del mercato immobiliare locale dovuta alla diffusione degli affitti turistici a breve termine. Il “Rapporto annuale sul turismo residenziale” dell’ISTAC, pubblicato a marzo, registra 24 800 unità abitative registrate come destinazioni per turismo “Airbnb‑type” nel 2025, con un incremento del 34 % rispetto al 2022. Questa crescita ha comportato un aumento medio del prezzo di vendita delle abitazioni del 21 % – da 220 000 euro a 267 000 euro – nell’intervallo temporale 2022‑2025, secondo le statistiche dell’Associazione Nazionale dei Mediatori Immobiliari (ANMI).

Perché tanti professionisti scelgono le Canarie invece delle grandi città

Perché tanti professionisti scelgono le Canarie invece delle grandi città

Il 2026 segna un punto di svolta per la mobilità professionale in Europa. Secondo il rapporto trimestrale dell’Istituto Canario di Statistica (ISTAC) pubblicato a febbraio, 13 200 lavoratori qualificati hanno aderito al regime “Non‑habitual resident” (NHR) nelle Isole Canarie, registrando un aumento del 38 % rispetto al 2022. Il Ministero del Turismo, nei dati di aprile, indica che il 46 % di questi professionisti proviene da paesi con costi abitativi elevati – Germania, Regno Unito, Paesi‑Bassi – e che il loro reddito medio annuo supera i 55 000 euro, quasi il 20 % in più rispetto ai dipendenti con lo stesso profilo a Parigi o Londra.

  Chi guadagna e chi perde dall’arrivo dei remote worker nelle Canarie

Chi guadagna e chi perde dall’arrivo dei remote worker nelle Canarie

Il flusso crescente di professionisti che lavorano a distanza sta trasformando in profondità l’economia delle Isole Canarie. Il rapporto trimestrale dell’Istituto Canario di Statistica (ISTAC) pubblicato a febbraio 2026 registra 13 800 remote worker iscritti al regime “Non‑habitual resident”, una crescita del 37 % rispetto al 2022. Questi nuovi residenti iniettano nella regione più di 1,2 miliardi di euro all’anno, ma la loro presenza crea anche effetti di pressione su settori tradizionali.

Quanto spendono realmente i nomadi digitali nelle Canarie?

Quanto spendono realmente i nomadi digitali nelle Canarie?

Il 2026 segna il primo anno in cui le autorità canarie hanno pubblicato dati puntuali sui consumi dei nomadi digitali, una categoria che negli ultimi cinque anni è passata da curiosità turistica a vero volano economico. Il rapporto trimestrale dell’Istituto Canario di Statistica (ISTAC) su “Spesa media dei residenti non‑abituali” (edizione aprile 2026) indica che i 13 200 titolari del regime fiscale “Non‑habitual resident” (NHR) hanno una spesa mensile media di €2 820, ovvero 33 % in più rispetto ai residenti tradizionali (€2 119).

L’oro ai massimi storici: perché gli investitori non smettono di comprarlo

L’oro ai massimi storici: perché gli investitori non smettono di comprarlo

Il prezzo dell’oro ha registrato negli ultimi tre anni una crescita senza precedenti, passando da meno di 1 800 USD l’oncia all’inizio del 2022 a un picco di circa 5 300 USD a gennaio scorso. Dopo una breve flessione dovuta alla guerra in Iran – dove l’aumento del petrolio ha suscitato timori di inflazione e di rialzo dei tassi – il metallo si è stabilizzato tra 4 600 e 4 700 USD, ancora molto sopra i livelli pre‑rally.