Canarie: il paradiso europeo per chi lavora online

Canarie: il paradiso europeo per chi lavora online

Nel marzo 2026 il governo delle Isole Canarie ha pubblicato il “Digital Nomad Strategy 2026‑2032”, un documento di policy redatto dall’Unità Economica di Turismologia (UET) e co‑finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). L’obiettivo è trasformare l’arcipelago in un hub per professionisti che svolgono attività remote, sfruttando le eccellenti infrastrutture di rete, il clima mite tutto l’anno e i vantaggi fiscali introdotti con il “Regime dei Persone fisiche non residenti” (NHR) aggiornato a gennaio 2026. Il piano prevede investimenti per € 45 milioni in centri di coworking certificati, 30 nuove pratiche di “Smart‑Work Zones” e un pacchetto di agevolazioni fiscali che prevedono un’imposta sul reddito del 15 percento per i primi cinque anni di attività svolta sul territorio, a patto di mantenere un minimo di € 30 000 di spesa mensile in servizi locali.

Ritorno alla normalità? I mercati globali e le Isole Canarie

Ritorno alla normalità? I mercati globali e le Isole Canarie

I prezzi del petrolio si sono di nuovo stabilizzati sopra i 105 dollari al barile, ma la volatilità rimane alta e la tensione geopolitica in Medio Oriente non si è placata. Nonostante ciò, le azioni e le obbligazioni societarie continuano a mantenere una sorprendente tenuta, un segnale di fiducia che si incide anche sul turismo e sull’industria energetica delle Canarie. Un prezzo del greggio più stabile riduce la pressione sui costi di rifornimento degli aerei e delle navi che collegano l’arcipelago, contribuendo a contenere i costi dei voli e dei traghetti, elementi fondamentali per la competitività dell’offerta turistica. Parallelamente, gli spread di credito tornati a livelli pre‑conflitto indicano che le imprese canarie, in particolare quelle legate all’ospitalità e alla logistica, possono continuare a finanziare investimenti senza un eccessivo rincaro dei prestiti.

Inflazione ostinata e tassi alti: cosa cambia per chi vive e investe alle Canarie

Inflazione ostinata e tassi alti: cosa cambia per chi vive e investe alle Canarie

Chi ha scelto le Canarie come seconda casa, chi vi abita tutto l'anno e chi ci lavora nell'immobiliare o nel turismo farebbe bene ad alzare lo sguardo dal Teide e guardare cosa sta succedendo sui mercati globali. Il quadro che emerge dall'ultimo bollettino settimanale del BlackRock Investment Institute, pubblicato il 27 aprile 2026, non è drammatico, ma è abbastanza chiaro da meritare attenzione: l'inflazione non sta cedendo, i tassi resteranno alti più a lungo del previsto, e l'Europa è quella che rischia di pagare il conto più salato.

Oltre il conflitto: perché la crisi con l'Iran rivela fratture più profonde nell'economia globale

Oltre il conflitto: perché la crisi con l'Iran rivela fratture più profonde nell'economia globale

Si fa presto a dire shock geopolitico. Ogni volta che una crisi internazionale irrompe sui mercati, il riflesso immediato è quello di misurarne la durata attesa, stimare il danno economico nell'ipotesi migliore e peggiore, e poi aspettare che passi. Ma c'è un tipo di analisi diverso, meno istintivo e forse più utile, che non si chiede solo quanto durerà la crisi con l'Iran, ma come quella crisi si inserisce in una traiettoria già segnata. È l'approccio che Sonal Desai, responsabile del reddito fisso di Franklin Templeton, porta sul tavolo, e il risultato è una lettura che va ben oltre il prezzo del petrolio.

Quando Londra trema, le Canarie sentono il contraccolpo

Quando Londra trema, le Canarie sentono il contraccolpo

C'è un indicatore finanziario che pochi residenti delle Canarie conoscono per nome, ma che molti conoscono per effetto: il rendimento del gilt britannico a dieci anni. Non è una metafora. È il tasso a cui il governo del Regno Unito si indebita sul mercato, e la sua oscillazione racconta molto su quanto denaro i turisti inglesi avranno in tasca la prossima estate, su quanto costerà il mutuo di chi ha acquistato casa a Tenerife o Gran Canaria, e su quanto sia solida la domanda che tiene in piedi una parte consistente dell'economia dell'arcipelago.

Il dollaro, la geopolitica e l'intelligenza artificiale: le tre forze che muovono il mondo emergente e gli insegnamenti che ne derivano per le Canarie

Il dollaro, la geopolitica e l'intelligenza artificiale: le tre forze che muovono il mondo emergente e gli insegnamenti che ne derivano per le Canarie

In un mondo sconvolto dalla guerra in Medio Oriente, dalla volatilità dei mercati energetici e dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale, i grandi gestori di investimenti stanno riposizionando i propri portafogli con una logica che va ben oltre i mercati finanziari. L'analisi di Ygal Sebban, Investment Director e responsabile del team azionario dei mercati emergenti di GAM, offre una lettura del momento globale che, vista dalle Isole Canarie, risulta al tempo stesso istruttiva e ricca di risonanze locali.

Tassi di interesse mondiali: che cosa significano per le ipoteche e i crediti dei canari?

Tassi di interesse mondiali: che cosa significano per le ipoteche e i crediti dei canari?

Poche decisioni economiche influenzano tanto la vita quotidiana di una famiglia delle Canarie quanto il livello dei tassi di interesse. Da essi dipendono l’importo della rata mensile di un mutuo, il costo del finanziamento per l’acquisto di un’auto o la ristrutturazione di una casa, e il prezzo delle linee di credito per le piccole imprese. Per questo motivo, quando i grandi gestori di investimento internazionali pubblicano le proprie previsioni sui tassi, è opportuno prestarvi attenzione.

Cosa sono i chaebol coreani e perché dovrebbero interessare alle Canarie?

Cosa sono i chaebol coreani e perché dovrebbero interessare alle Canarie?

Quando un turista tedesco si sdraia davanti al televisore della sua camera d’albergo a Maspalomas, o quando un resort di Lanzarote installa nuovi elettrodomestici nella sua cucina industriale, è molto probabile che dietro a quei prodotti ci sia una società coreana. Marchi come Samsung o LG sono presenti nella vita quotidiana delle Isole Canarie, sebbene pochi sappiano che questi nomi rappresentano solo la punta dell’iceberg di un sistema imprenditoriale unico al mondo: i chaebol.

Inflazione Eurozona al 2,5% a marzo: energia in fuga, ma effetti secondari in agguato

Inflazione Eurozona al 2,5% a marzo: energia in fuga, ma effetti secondari in agguato

L'inflazione nell'Eurozona ha accelerato a marzo, toccando il 2,5% su base annua, un balzo significativo spinto soprattutto dai prezzi dell'energia che hanno schizzato del 4,9%. Immaginate pompe di benzina e distributori diesel con rincari a doppia cifra in molti Paesi: un pieno che brucia il portafoglio più del solito. Eppure, non tutto è cupo. I prezzi alimentari hanno frenato la corsa, calando al 2,4%, mentre l'inflazione core – quella che esclude i volatili energia e cibo – è scivolata dal 2,4% di febbraio al 2,3%. Un freno parziale che contiene, per ora, la pressione complessiva sul costo della vita.

Perché le infrastrutture restano solide nonostante le pressioni inflazionistiche dal Medio Oriente

Perché le infrastrutture restano solide nonostante le pressioni inflazionistiche dal Medio Oriente

L’escalation delle tensioni militari con l’Iran ha provocato interruzioni nelle forniture di importanti mercati energetici e delle materie prime, tra cui petrolio, gas naturale liquefatto (GNL) e altre risorse critiche che transitano attraverso il Medio Oriente. Questo ha contribuito a rinnovate pressioni inflazionistiche a livello globale, poiché i costi più elevati dell’energia, del trasporto e degli input produttivi si propagano lungo le catene di approvvigionamento. In questo contesto, gli asset infrastrutturali continuano a dimostrarsi resilienti perché molti operano all’interno di quadri normativi o strutture contrattuali di lungo periodo che consentono di trasferire nel tempo, agli utenti finali, gli aumenti dei costi e dell’inflazione. Di conseguenza, sebbene tassi d’interesse più elevati e maggiore volatilità macroeconomica possano generare pressioni sulle valutazioni nel breve termine, le caratteristiche dei cash flow degli asset infrastrutturali offrono una…

Mercati tra tensioni e negoziati USA-Iran

Mercati tra tensioni e negoziati USA-Iran

Le negoziazioni tra Stati Uniti e Iran sono iniziate, con la mediazione del Pakistan e il supporto di Egitto e Turchia, sebbene restino incerte le dinamiche di eventuali incontri diretti e il coinvolgimento dei principali rappresentanti. Il processo di negoziazione è alimentato principalmente dall’aumento dei costi politici ed economici del conflitto per l’amministrazione americana, elemento che rende quindi più probabile un processo di negoziazione. Anche per l’Iran il rischio economico legato alla perdita di esportazioni petrolifere e di eventuali maggiori sanzioni renderebbe la situazione interna molto volatile e probabilmente insostenibile.

Asia, tra petrolio e volatilità - perché i mercati restano vulnerabili ma la Cina mostra resilienza

Asia, tra petrolio e volatilità - perché i mercati restano vulnerabili ma la Cina mostra resilienza

Le tensioni geopolitiche e il rialzo dei prezzi del petrolio stanno esercitando nuove pressioni sui mercati asiatici, che nelle ultime settimane hanno registrato una fase di correzione. Dall’inizio del conflitto con l’Iran a fine febbraio, diversi mercati della regione hanno perso tra il 9% e il 15% in termini di dollaro statunitense, riflettendo in parte un processo di “momentum unwinding”, con hedge fund e investitori tattici che stanno riducendo l’esposizione dopo i forti rialzi precedenti.

Criptovalute, regole e futuro del denaro digitale: come cambia il quadro normativo europeo

Criptovalute, regole e futuro del denaro digitale: come cambia il quadro normativo europeo

Negli ultimi anni le criptovalute sono passate da fenomeno sperimentale legato alle comunità tecnologiche a settore con implicazioni economiche e finanziarie sempre più rilevanti. Questa crescita ha spinto governi e istituzioni internazionali a interrogarsi su come regolamentare un mercato caratterizzato da forte innovazione, ma anche da rischi elevati per investitori e stabilità finanziaria.

Turismo internazionale: la mappa del potere economico che cambia

Turismo internazionale: la mappa del potere economico che cambia

Nel periodo 2024-2026 il turismo internazionale ha consolidato la ripresa iniziata dopo la pandemia, anche se con differenze rilevanti tra regioni. In molti Paesi OCSE gli arrivi internazionali hanno ormai superato stabilmente i livelli del 2019, sostenuti dalla domanda accumulata negli anni precedenti e dalla riapertura completa dei principali mercati asiatici. L’Europa ha registrato già nel 2024 flussi superiori al periodo pre-pandemico, mentre il Medio Oriente continua a mostrare una crescita particolarmente dinamica grazie agli investimenti in infrastrutture turistiche e hub aeroportuali. L’area Asia-Pacifico, che nel 2023 risultava ancora in ritardo, ha progressivamente recuperato terreno con il ritorno dei viaggiatori cinesi e giapponesi e con l’espansione di nuove rotte aeree intercontinentali. Secondo diverse analisi internazionali, entro il 2025 il turismo globale ha completato il recupero rispetto al 2019, con ulteriori prospettive di crescita trainate da mercati…

Economia 2026: i trend che cambieranno lavoro e investimenti

Economia 2026: i trend che cambieranno lavoro e investimenti

Il 2026 si inserisce in una fase di trasformazione profonda dell’economia globale. L’innovazione tecnologica, i cambiamenti nel mondo del lavoro e la crescente mobilità degli investimenti stanno ridefinendo le opportunità professionali e finanziarie. In un contesto caratterizzato da rapidi cambiamenti, comprendere i principali trend economici diventa fondamentale per orientarsi nel mercato del lavoro e nelle scelte di investimento.

Strategie green regionali: perché le Canarie sono un laboratorio decisivo della transizione energetica

Strategie green regionali: perché le Canarie sono un laboratorio decisivo della transizione energetica

Le Canarie sono uno dei casi più interessanti d’Europa quando si parla di transizione ecologica, perché la loro condizione insulare rende il tema energetico molto più urgente e concreto rispetto a molte regioni continentali. L’IDAE — l’Instituto para la Diversificación y el Ahorro de la Energía, ente pubblico spagnolo dipendente dal Ministero per la Transizione Ecologica — spiega che l’arcipelago canario è l’unica regione spagnola non connessa alle reti energetiche continentali. Questo significa che il problema non è soltanto produrre energia pulita, ma anche garantire sicurezza di approvvigionamento, stabilità di rete e minore dipendenza dall’esterno. La risposta istituzionale a questa vulnerabilità è stata formalizzata nella Ley 6/2022, de 27 de diciembre, de cambio climático y transición energética de Canarias, pubblicata nel Boletín Oficial de Canarias. Il fatto che esista una legge regionale specifica è importante perché dimostra…

Fintech e pagamenti digitali: come stanno cambiando le transazioni

Fintech e pagamenti digitali: come stanno cambiando le transazioni

Negli ultimi anni il settore fintech ha trasformato profondamente il modo in cui persone e imprese gestiscono i pagamenti e i servizi finanziari. Questa evoluzione è visibile anche nelle Isole Canarie, dove la diffusione del turismo internazionale e la digitalizzazione dell’economia hanno accelerato l’adozione di pagamenti elettronici e soluzioni fintech. Secondo diversi report della Banca Centrale Europea e della European Payments Council, i pagamenti digitali stanno diventando sempre più diffusi in tutta l’Unione Europea.